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oggi e domani 171


alla Camera l’eco dei bisogni e delle necessità del collegio lontano?

Dopo che sarà elettrice, vorrà divenir deputato: questa è la terribile minaccia che pesa sul capo degli uomini! Sarà, credetelo, una piccola minoranza: ma la minoranza aspirante alla politica militante sarà sempre la minoranza eletta di donne che hanno lavorato, hanno sofferto come forse molti uomini non hanno, prima di chiedere l’onore di entrare in Parlamento. E siate larghi di simpatia verso questa minoranza, ancora allo stato d’ipotesi!

Quali nuovi orizzonti ci ha dischiusi la guerra! Il contatto con il mondo esterno, la pratica quotidiana del dolore e della miseria ci han tolto molte illusioni, ma ci han dato pure nuove visioni di bontà e di amore. Non so se abbiamo saputo sempre portare conforto e aiuto ai miseri che son ricorsi a noi: so però che molto abbiamo imparato da essi. E il dovere di partecipare al dolore collettivo deve essere come una religione nuova per le nostre famiglie. La donna non potrà più placidamente rinchiudersi nella sua casa, intenta solo al benessere del marito e dei figli, senza utilizzare alcune delle sue attitudini a vantaggio di altre case, di altri figliuoli, privi fatalmente di assistenza e di aiuto.

Nel momento presente devono partecipare concordemente uomo e donna. Tutto ciò che il cuore della donna è spinto a desiderare, l’intelletto maschile deve essere contemporaneamente spinto a compiere.

La società si avvantaggerà di questa vera fratellanza. Più che diritti da rivendicare vi sono attitudini da sviluppare. Non bisogna considerare come lotta quello che deve essere uno sforzo di elevazione. Io sogno una società in cui uomo e donna, uniti dallo