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la donna e il suo nuovo cammino 11


alla vita la donna che, per mancanza di coltura o di attitudini, è incapace a viver per sè stessa come individuo libero, atto a trarre dal lavoro il coefficiente necessario alla propria esistenza fisica e psichica?

Come per secoli la posizione più considerevole o più lucrativa era stimata esser per l’uomo quella del prete o quella dell’avvocato, cosi per la donna che non andasse a marito era quella del monastero. Per essa era sempre questione di quattro pareti: o le quattro pareti della casa o le quattro pareti del convento.

Oggi per alcune classi sociali all’idea generale della donna monaca è sostituita quella della donna maestra così due «missioni» due «sacerdozi» spesso affidati a chi meno vi sarebbe chiamato.

Eppure le possibilità del lavoro umano sono infinite e molti campi sono ancora inesplorati. Come sulla superficie terrestre vi è posto per tutti, cosi nel campo dell’attività le occupazioni sono numericamente infinite, e la tanto temuta concorrenza non ragione di fatto, quando il lavoro di un popolo non sia stazionaria limitazione alle più dirette necessita, ma progresso attivo nella ricerca di ogni possibile trasformazione di energia.

A dimostrazione di ciò sta la maravigliosa potenzialità di lavoro a cui è giunta l’ingegneria nelle sue molteplici ramificazioni. Dal governo delle leggi costruttive essa e passata a quello delle leggi degli elementi, la scienza le addita la scoperta di nuove possibilità ed essa le afferra, le trasforma, ne crea i mezzi per raggiungere nuove conoscenze e nuove conquiste. Infiniti sono i campi di lavoro; vi è il campo per i geni creativi e il campo per gli umili cooperatori. Le api hanno una sola regina ma gli sciami sono formati