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la donna e il suo nuovo cammino 15


donna e prendere a guida d’ogni pensiero la Ragione, dea di giustizia e d’indulgenza. Tra i molti difetti di cui vien accusata la donna nei suoi rapporti sociali, in primo luogo stanno la vanità, il disordine delle idee, l’eccitabilità, la mancanza di continuità nelle proprie responsabilità, in altre parole la leggierezza. E dobbiamo riconoscere ch'è vero; e non basta il fatto d’accusare che anche nell'altro campo, cioè in quello maschile, esistono sotto altre forme presso a poco gli stessi difetti, per scagionarcene. Basta pensare all’ira che suscitano in ciascuna di noi le risposte talvolta bugiarde, pigre e inurbane, che ci largiscono molto spesso nell’anonimo del ricevitore talune signorine del telefono, per dover riconoscere quanto abbiamo ancora da fare per correggere i difetti delle stesse nostre qualità.

La vanità è purtroppo il male più comune dell’umanità che esca appena dal livello dell’uomo semplice ancora in contatto diretto con la natura. Gli uomini la racchiudono con maggior maestria nel loro seno, e non appare in tutta la sua meschina intensità che a raggiungimento ottenuto, quando l’ampio torace sia ben decorato di stelle e di croci, per fortuna nostra, non riservate alla vanità femminile. «O vanità sei donna!» esclamarono padri della chiesa e poeti; e da un lato avevan ragione, specie se si considera l’importanza che molte donne danno al loro vestiario, alle follie e spesso alle male azioni che compiono per raggiungere la soddisfazione vanitosa di mostrarsi agghindate all’ultima moda, in un’emulazione meschina e ridicola di un'esteriorità che nei più dei casi non è in relazione con l’interiorità economica e sociale della loro casa e della loro posizione, mentre molto spesso è prezzo di sacrificio o di vergogna. La meschina vanità s’insinua