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la donna e il suo nuovo cammino 19


l’equilibrio interiore e le luci la serena rispondenza tra l’essere e l’atmosfera che la circonda.

Oggi, o signore, più che mai s’impone ad ogni essere umano un grande compito, e a noi italiani forse più grave e urgente che ad altri. Si tratta per noi di saldare la nostra coscienza nazionale, ne abbiamo avuto, glorificato dal sangue e dalle vite dei nostri prodi un mirabile impulso, ma la coscienza che sa, che vuole, che ricorda e che vigila non è ancora interamente formata. Per troppo tempo la donna italiana chiusa soltanto nella casa è rimasta passiva dinanzi al concetto di patria. Dal giorno in cui una Sanfelice, una Maffei, una Cairoli, un’Anita Garibaldi vissero le ore del nostro riscatto, furono fiaccole ai combattenti, animatrici e cooperatrici, passaron diecine di anni di passiva indolenza patria, ed oggi è stato improvvisamente chiesto alla donna il più alto sacrificio che possa compiere, quello dei propri figli dei propri mariti. E molte, molte lo hanno compiuto con slancio ed abnegazione mirabili, tanto più mirabili in quanto nulla era stato fatto per prepararcele; ma quante di noi sono rimaste passive e ciò che è peggio strumenti di depressione, di avvilimento morale, e diciamolo pur franco anche d‘imboscamento!

Se da un lato il sublime sacrificio di molti ha dimostrato quale possa essere la forza morale di nostra gente, dall’altro ha dimostrato quanto rimanga a fare per sentirci veramente uniti in un’unica coscienza integra, equa, consapevole, che non conosca compromessi; molto è a rifare; è necessario tornare alle antiche tradizioni che resero rispettata l’Italia in ogni campo e da tali tradizioni trarre le direttive al nuovo impulso di vita che le contingenze dei tempi e dei fatti richiedono. Noi udiamo pulsare, l’anelito di nuove e sane ener-