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la donna e il suo nuovo cammino 23


vibrante di vita e di colore, allietata ovunque giungesse un raggio di sole da piante amorosamente custodite, era il più diretto rispecchiarsi della sua anima.

Calma nella sua profonda felicità di spota amante e riamata, seppe senza sforzo conciliare i suoi più minuti doveri della vita domestica, coi doveri dell’insegnamento nel quale seppe porre la rara fede dell’apostolato. Quando la guerra le chiamò il marito lontano, essa andò volontaria nella milizia femminile, vestì l’abito delle Sammaritane e comprendendone tutte le elevate finalità, vi dedicò ogni energia senza affanno, senza ambizione, senza eccitabilità, portando in questa come in ogni suo compito, la più elevata espressione della sua anima, circondandosi sempre di un’aura di pace e di modestia, ove vibrava tutto l’ardore del suo volere cosciente e sereno. Anche in essa l’interiore fiaccola dell’amore accesa al sacro focolare di Vesta spandeva la sua luce calma e continua in più larghi orizzonti, e nella sua piccola stanza esteticamente adorna dalle sue mani, essa è spirata in olocausto a quel profondo senso di dovere che non deve conoscere limiti di sesso.

Il largo tributo di riconoscenza di quanti l’avvicinavano, l’ebbero a guida, a maestra, o a collaboratrice, la medaglia che fregia la sua memoria non valgono, il raggio luminoso che ha lasciato tra noi.

Mi accorgo di aver citato senza volerlo tre esempi di pieno armonico sviluppo della propria individualità in donne che dal matrimonio non ebbero che una profonda sorgente di felicità derivante dalla più completa unione di due anime chiamate a completarsi per virtù d’amore; ciò non fa che confermare quanto accennai da principio, come il matrimonio non debba esser considerato dalla donna che quale finalità interiore