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la donna e la scuola 59


estrarre da sè medesima la sostanza di quanto di materno è in tutte noi donne, per prodigarlo alle sue piccine. La donna d’altronde deve intendere la necessità della cultura al fine di conseguire una individualità sociale, e di essere in questa società nostra un fattore economico così se lavora, come se rimane fra le pareti domestiche. La donna deve continuare, nel tempo moderno, secondo le leggi della vita moderna, quella missione che dalla fine del Mondo antico, quando il Cristianesimo soverchiando la legge romana, abolendo tutte le schiavitù, le venne affidata e che fino ad ora ha potuto svolgere assai incompletamente.

Certo che oggi, gli errori nell’educazione e nell’edu­cazione femminile sopratutto sono parecchi, sono errori nell’interpretazione della personalità femminile i quali dalla scuola elementare si perpetuano nella scuola media e nell’insegnamento superiore. — Se nella scuola primaria rimaneva ancora qualche punto di contatto con la vita familiare e sociale, — andando più oltre, — ogni rapporto viene assolutamente troncato e la scolara non rappresenta più che un meccanismo isolato... una macchina da studio, l’essere amorfo, di cui dicevo, il quale ha un diploma come miraggio di liberazione, scrutini e esami come incubi e sogni paurosi!

Io stessa mi ricordo di aver provato una irritazione sorda, un invincibile desiderio di ribellione, — in quei momenti in cui quella marea di nozioni aride, pedanti, inorganiche, — saliva, dilagava, soffocando non solo la mia personalità sensibile, — ma umiliando quasi — ogni possibile iniziativa del mio ingegno.

Purtroppo — uscita dalla Scuola Normale — quando avrei dovuto servirmi del corredo esuberante di