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80 eloisa battaglini

.....Che se più molli

E più tenui le membra, essa la mente
Men capace e men forte anco riceve;


poichè a causa della guerra, le sue capacità sono state messe in valore con la irrefutabile prova dell’esperimento.

L‘opera femminile, accolta sulle prime con una certa trepidanza, è andata affermandosi; è divenuta sempre più varia, più complessa, più lontana specialmente da quelli che si ritenevano i limiti estremi delle sue possibilità. Cosi, dopo le fattorine abbiamo avuto le conducenti, le spazzine, le postine; cosi le donne hanno occupati, negli uffici industriali, commerciali, governativi, posti tenuti finora sempre e soltanto da uomini; così, nelle fabbriche di munizioni la percentuale di mano d’opera femminile è salita dal 18% nel 1916 al 70% nel 1917.

Dai molti studi sull’argomento si rileva che, se al ministero delle Finanze, del Tesoro; alla Corte dei Conti il lavoro femminile limitato ancora a poche donne che occupano modesti uffici di dattilografe; è invece fervidissimo al ministero della Pubblica Istruzione, delle Poste e più ancora al ministero della Guerra e della Marina, dove le donne rappresentano un vero e proprio esercito sussidiario. Al ministero dei Trasporti, per merito della modernità d’idee del Comm. De Cornè, già fin dal 1915 circa 9000 donne erano impiegate come casellanti e cantoniere e circa un migliaio negli uffici come contabili e dattilografe. Al ministero dell’Industria e Commercio, oltre ad una schiera d’impiegate minori, hanno trovato posto due donne laureate, l’una alla statistica, l’altra alla direzione della biblioteca. Nell’ultimo Convegno femminile, tenutosi qui a Roma nell’ott. 1917, l’avv. Sacchetti ebbe ad osservare