Pagina:La Geometria del Compasso.djvu/19

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
xviii

colo. Ho dunque servito ad un tempo alla brevità, alla chiarezza, ed all’eleganza quanto ho potuto farlo. Ho citato Euclide il gran maestro degli elementi. Dove occorrono proporzioni, i numeri delle proposizioni ch’io cito, son quelli del Tacquet. La ragione di ciò è, che questo libro e più nelle mani di tutti, che l’antico testo d’Euclide. Ho posti in carattere più grande i paragrafi, che serviranno maggiormente agli artisti. Chi ne vuole la dimostrazione, deve leggere tutto il libro. Chi non vuole che la parte pratica, potrà omettere quanto è stampato in minor carattere. Ciò lo faranno gli artisti; lo farà chi non vuole che divertirsi col compasso. A questo genere di divertimento ho assegnati molti problemi tratti da Pappo, dall’Ozanam, dal Simpson e da altri, che ho messi nel libro undecimo. Ecco tutto ciò che io aveva a dire a’ miei lettori sopra questa Geometria del Compasso, che loro presento, la quale per la costruzione de’ suoi problemi è la più semplice e la più elementare geometria che aver si possa; e che da nissuno finora, ch’io sappia, s’era toccata.