Pagina:La Sacra Bibbia (Diodati 1885).djvu/647

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Sedechia non si arrende GEREMIA, 39. ed è fatto prigione.
Geremia dimorò nella corte della prigione1.

14 Poi il re Sedechia mandò a far venire a sè il profeta Geremia all’entrata principale della Casa del Signore. E il re disse a Geremia: Io ti domando una cosa, non celarmi nulla.

15 E Geremia disse a Sedechia: Quando io te l’avrò dichiarata, non mi farai tu pur morire? se altresì io ti do alcun consiglio, tu non mi ascolterai.

16 E il re Sedechia giurò in segreto a Geremia, dicendo: Come il Signore, che ci ha fatta quest’anima, vive, io non ti farò morire, e non ti darò in man di questi uomini, che cercano l’anima tua.

17 Allora Geremia disse a Sedechia: Così ha detto il Signore, l’iddio degli eserciti, l’iddio d’Israele: Se pur tu esci fuori a’ capitani del re di Babilonia2, l’anima tua viverà, e questa città non sarà arsa col fuoco; e viverai, tu, e la casa tua.

18 Ma, se tu non esci a’ capitani del re di Babilonia, questa città sarà data in man de’ Caldei, che l’arderanno col fuoco, e tu non iscamperai dalle lor mani.

19 E il re Sedechia disse a Geremia: Io sono in gran perplessità per que’ Giudei, che si son rivolti a parte de’ Caldei, che io non sia dato in man loro, e che non mi scherniscano.

20 E Geremia disse: Tu non vi sarai dato. Deh! ascolta la voce del Signore, in ciò che io ti dico; ed egli ti sarà bene, e l’anima tua viverà.

21 Ma, se tu ricusi d’uscire, quest’è quello, che il Signore mi ha fatto vedere:

22 Ecco, tutte le donne ch’eran rimaste nella casa del re di Giuda, erano tratte fuori a’ capitani del re di Babilonia; ed esse dicevano: I tuoi confidenti ti han persuaso e vinto; i tuoi piedi sono stati fitti nel fango, ed essi si son tratti addietro.

23 Così saranno menate tutte le tue mogli, e i tuoi figliuoli, a’ Caldei3; e tu stesso non iscamperai dalle lor mani; anzi sarai preso, e dato in mano del re di Babilonia; e farai, che questa casa sarà arsa col fuoco.

24 E Sedechia disse a Geremia: Niuno sappia di queste parole, e tu non morrai.

25 E se pure i principi, avendo udito che io ho parlato teco, vengono a te, e ti dicono: Deh! dichiaraci quel che tu hai detto al re, non celarcelo, e noi non ti faremo morire; e che ti ha detto il re?

26 Di’ loro: Io ho supplicato umilmente al re, che non mi facesse ritornar nella casa di Gionatan, per morir quivi.

27 Tutti i principi adunque vennero a Geremia, e lo domandarono; ed egli rispose loro secondo tutte le parole che il re gli aveva comandate. Ed essi lo lascia-
rono in pace; perciocchè la cosa non fu divolgata.

28 E Geremia dimorò nella corte della prigione, infino al giorno che Gerusalemme fu presa; ed egli vi era allora che Gerusalemme fu presa.

Nebucadnesar prende Gerusalemme e libera Geremia.

39  NELL’anno nono di Sedechia, re di Giuda, nel decimo mese, nebucadnesar, re di Babilonia, venne, con tutto il suo esercito, sopra Gerusalemme, e l’assediò4.

2 Nell’anno undecimo di Sedechia, nel quarto mese, nel nono giorno del mese, i Caldei penetrarono dentro alla città.

3 E tutti i capitani del re di Babilonia vi entrarono, e si fermarono alla porta di mezzo, cioè: Nergal-sareser, samgar-nebu, sarsechim, rab-saris, nergal-sareser, rab-mag, e tutti gli altri capitani del re di Babilonia.

4 E quando Sedechia, re di Giuda, e tutta la gente di guerra, li ebber veduti, se ne fuggirono, e uscirono di notte della città, traendo verso l’orto del re, per la porta d’infra le due mura; e il re uscì traendo verso il deserto5.

5 Ma l’esercito de’ Caldei li perseguitò, e raggiunse Sedechia nelle campagne di Gerico; e lo presero, e lo menarono a Nebucadnesar, re di Babilonia, in Ribla, nel paese di Hamat; e quivi egli gli pronunziò la sua sentenza.

6 E il re di Babilonia fece scannare i figliuoli di Sedechia in Ribla, in sua presenza; fece eziandio scannare tutti i nobili di Giuda.

7 Poi fece abbacinar gli occhi a Sedechia, e lo fece legar di due catene di rame, per menarlo in Babilonia.

8 E i Caldei arsero col fuoco la casa del re, e le case del popolo, e disfecero le mura di Gerusalemme.

9 E Nebuzaradan, capitano delle guardie, menò in cattività in Babilonia il rimanente del popolo ch’era restato nella città; e quelli che si erano andati ad arrendere a lui, e tutto l’altro popolo ch’era restato.

10 Ma Nebuzaradan, capitano delle guardie, lasciò nel paese di Giuda i più poveri d’infra il popolo, i quali non avevano nulla; e diede loro in quel giorno vigne e campi.

11 Or Nebucadnesar, re di Babilonia, aveva data commessione a Nebuzaradan, capitano delle guardie, intorno a Geremia, dicendo:

12 Prendilo, ed abbi cura di lui, e non fargli alcun male; anzi fa’ inverso lui come egli ti dirà.

13 Nebuzaradan adunque, capitano del-

  1. Ger. 37. 21.
  2. 2 Re 24. 12.
  3. Ger. 39. 6.
  4. 2 Re 25. 1, ecc. Ger. 52. 4, ecc.
  5. Ger. 52. 7, ecc.

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