Pagina:La Valle Seriana.djvu/49

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 49 —

Memorie storiche. — Esiste negli Archivii Comunali di questo comune uno Statuto, composto di varii articoli, manoscritto su carta pecora che porta la data del 1479.


PEIA.


Peia è posta sul pendio occidentale del monte Pizzo (Rasa). Comprende le frazioni seguenti: Cimpeia (o Peia in alto), Peia bassa, Cittadella, Cà Zanchi, Cà Bosso, Cà Brignoli, Cà Botigni, Cà Biadoni, Cà Bosi. Sua superficie Ettari 419. Popolazione 1210. Ufficio postale a Gandino.

La maggior parte del suo territorio è montuoso e quasi tutto a pascolo e boschi. La rimanente parte è coltivata assai diligentemente a cereali.

In una valletta del monte Pizzo si trova una pirite argentifera e poco lungi una fonte d’acqua limpida e leggerissima. A questa si attribuiscono virtù medicinali, specialmente pel ripristinamento delle facoltà digestive. (Gli abitanti del luogo chiamano questa fonte, con un vocabolo che ne caratterizza la sua virtù Scapa-eter).

Arte. — La sua chiesa prepositurale, dedicata a S. Antonio da Padova, in quanto a pittura ha di pregevole: la pala all’altare della S.S. Trinità rappresentante la Divinità con sotto un vago drappello di Santi, lavoro del nostro Moroni. Non è spregevole altresì la pala d’incognito pennello all’altar delle Reliquie raffigurante il S.S. Crocifisso con accanto S. Carlo ed altri Santi.

Industrie e commercio. — Due terzi circa della popolazione si occupa nella filatura e nella preparazione del panno, e da questo paese esce una stoffa di lana sopraffina detta appunto Peina. Il resto è dedito alla agricoltura e all’allevamento del numeroso bestiame. Dà un formaggio di buona qualità.

Scuole e beneficenza. — Asilo infantile costrutto ex novo due anni or sono e scuole obbligatorie. — Pei poveri vi è un luogo Pio Elemosiniere con un grosso reddito.

NB. In Peia ebbe i natali quell’architetto Bettera opera del quale è il sontuoso tempio di Gandino.



4