Pagina:La coltivazione degli olivi.djvu/51

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40 degli ulivi

280Ti udrà la tua gentil patria Verona.
     Ma già la stella ad Orïon nemica
Riceve il sol nel luminoso albergo,
E ne’ dogli raccolta arde, e spumeggia
La matura vendemmia. Al campo riedi
285A mezzo autunno, e dell’olivo al piede
Nuova terra rincalza alto una spanna;
Così la troppa devïar potrai
Nemica pioggia, e l’aggelar di questa
Intorno al fusto, e l’arginello appiana
290Onde cinto l’avrai a miglior tempi.
Serba all’anno vegnente il duro ferro,
Che la non ferma ancor pianta richiede
Bene appigliarsi al nuovo fondo, e forti
Pria gittar le radici, che dai rami
295Prendon norma crescendo. Il ferro quindi,
Come per la seconda volta il sole
Scaldi d’ariete i rugiadosi velli,
Oprar convienti. Al più tre ne risparmia
De’ novelli germogli, al ferro il resto
300Tu ne abbandona; nè pietà ti vinca
O falsa utilità, che i mal accorti
Suole adescar, lasciando de’ rampolli
Oltre il dover; ma siati innanzi agli occhi
Questo pur sempre, che l’umor che sorge
305Dalle radici ad allattar la pianta