Pagina:La difesa della razza, n.1, Tumminelli, Roma 1938.djvu/16

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La differenza di razza è un concetto che si confonde colle origini dell'umanità, come appare da questi due gruppi di uomini primitivi che scendono in EVOLUZIONE DELLA

La nozione di razza ha una storia antica quanto quella degli uomini. Anzi, va più oltre e si perde nelle profondità della preistoria; poichè i primitivi delle caverne — come recenti scavi hanno dimostrato — tenevano conto, nell’effigiare le figure umane ritratte, nei loro rozzi dipinti; delle diversità razziali.

Interessanti sono, a questo riguardo, le grotte di Minateda, presso Albacete, nella "Spagna; e quelle di dicane località dell’Africa del Sud, abitate nei tempi antichissimi dai Boscimani.

I primitivi delle caverne

Le figure umane effigiate sulle pareti di tali grotte hanno le stesse caratteristiche fisiche quando il soggetto della pittura è pacifico, ma se si tratta di scene guerresche, i tipi fisici dei due partiti si differenziano nettamente; il che dimostra che le diversità razziali suscitavano una profonda impressione nelle rozze menti dei primitivi.

La civiltà egiziana ci offre una documentazione assai più completa. Celebri le pitture del tempio di Abido, edificato sotto la 19° dinastia, cioè 1300 anni avanti Cristo: esse raffigurano alcuni tipi razziali ben differenziati, anche per il colore. Nelle pitture che ornano la tomba d: Menoptah I si sono rilevati ben 12 tipi razziali.

Eva, il serpente e la razza

Le prime testimonianze scritto sull’esistenza di una nozione di razza ci sono fornite dalla Bibbia. Nel libre della «Genesi», ove si parla di Eva e del serpente, è detto: «Farò nascere l’odio fra te e la donna, fra la tua razza e la sua razza», termine ebraico qui usato è «Zera», che significa propriamente semenza. Sempre nel libro della «Genesi», si parla di razza a proposito della storia dell’arca di Noè; e si usano i termini di «bassar» (che vuol dire carne) e di «leminah» (che significa genere o specie). Ancor più preciso! è la definizione di razza che, nello stesso libro, vien data a proposito dei figli di Noè. Il termine usato è questa volta «iey», che la Vulgata traduce «insulae gentium»; le razze vengo no qui infatti considerate come isole disseminate sulla terra. Nasce così il concetto di segregazione razzista, importantissimo per comprendere là storia degli ebrei.

Razzismo intransigente nella Bibbia

Dal concetto di segregazione si passa facilmente a quello di ostilità contro le altre razze. Nel «Deuteronomo», infatti, si legge: «Voi sterminerete tutti i popoli che il vostro Dio deve lasciare in vostra balia». Nel libro di Esdras si giunge al vero e proprio razzismo intransigente. Vi sono rigorosamente proibiti i matrimoni con donne d’altre genti, vi si prescrive di fare il censimento, di coloro che sposano donne straniere e di scacciare tali donne e i loro figli: «Non date le vostre figlie ai -loro figli, non prendete le loro figlie per farle sposare ai vostri figli, e non cercate mai la loro pace nè la loro prosperità».

Omero e Aristotele

Anche l’antichità classica s’interessò al problema della razza. Omero, Erodoto, Aristotele, ci danno indicazioni preziose al riguardo. La teoria degli autoctoni, così diffusa nell’antichità e madre di tante leggende, è una riprova dell’importanza che allora si attribuiva alla nozione di razza.

E’ interessante sapere che proprio dalla lingua italiana la scienza moderna ha importato il vocabolo razza, per la cui origine prima sembra si debba risalire al latino radix.

Buffon e il "colore del clima

Per molto tempo, gli scienziati moderni usarono questo termine in significati piuttosto imprecisi e soggetti a

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