Pagina:La difesa della razza, n.1, Tumminelli, Roma 1938.djvu/19

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L'allegoria della Dea Tellus, raffigurata nella decorazione scultorea dell'Ara Pacis Augustae formato dai legionari che avevano combattuto e creato un vastissimo Impero, si era indebolito. Gli Italiani abbandona¬ vano la milizia ed erano sostituiti da barbari assoldati per la difesa dell’Impero. Sopravveniva, nel terzo . secolo, una profonda e insanabile-crisi economica, che pareva volesse tra¬ volgere la civiltà. Le invasioni germaniche, trattenute per pa¬ recchi secoli, si gettavano sul mondo romano e lo sconvolge¬ vano. L’Impero d’Occidente cadeva, e si formavano i regni bar¬ barici. Anche l’Italia formava un regno, prima sotto Odòacre, capo di varie stirpi di venturieri germanici, Eruli, Sciri, Turci- lingi; poi coi Goti sotto Teodorico e Atalarico finalmente dopo la breve riconquista di Giustiniano, sotto i Longobardi, che, non avendo potuto occupare tutta la penisola,ne cagiona¬ rono lo smembramento. ' , È difficile valutare, sia pure approssimativamente, il nuovo fattore etnico, che si sovrappone all’antica popolazione della penisola. Già dal terzo secolo, seguendo una politica instaurata dagli imperatori, si erano avuti numerosi stanziamenti barba¬ rici : l’esercito romano era costituito ormai, in prevalenza, da barbari. Più tardi le invasioni portarono sulla penisola alcune masse di Germani, con donne, vecchi, fanciulli e servi, in forma di migrazione. Sembra che gli Ostrogoti, che invasero l’Italia sotto la guida di Teodorico, verso il 489 d. C., formas¬ sero una massa di circa cinquecentomila persona, e i Longo¬ bardi, che li seguirono quasi ottanta anni dopo,"in formazione abbastanza simile, fossero in numero alquanto minore: circa trecentomila. Più tardi, anche per le nuove conquiste barbariche, non si ebbero migrazioni di popoli: la conquista franca recò in Italia un certo numero di famiglie dominanti, assunte nei feudi, 'ma non veri stanziamenti stranieri. Così gli imperatori della casa sassone o sveva. Nè notevoli stanziamenti si ebbero nelle altre parti della penisola. La conquista araba della Sicilia, nel corso del se¬ colo IX, costò molto sangue e portò anche un certo numero di dominatori; ma si sa con precisione che le città sicule ser¬ barono integre le loro popolazioni, e le campagne non videro mutate le braccia lavoratrici. Così la conquista normanna, sulla fine del secolo XI, fu opera di arditi condottieri venuti dal nord, in schiere folte, senza dubbio, ma non molto numerose: quei valorosi guerrieri si valsero soprattutto delle popolazioni locali, cittadine e rurali, nel lungo cinquantennio delle loro imprese, favorendone le aspirazioni o formandone una salda organizzazione; ma non mutarono il fondo delle stirpi autoctone.. Se la popolazione d’Italia, ai tempi d’Augusto, può essere calcolata a circa dodici milioni, anche ammettendo qualche posteriore assottigliamento, è chiaro che essa non potè subire dalle invasioni che una modesta modificazione nella sua orga¬ nica struttura. • III, — Profonda invece fu la scossa morale portata da quelle vicende sulla popolazione italiana, che, nelle agiatezze delle forme civili e nella superiorità ideale del cristianesimo, si era disawezzata dalle armi e aveva dovuto subire le violenze degli invasori. Sotto la scossa, anche gli Italiani ripresero l’uso delle armi, c si prepararono un’altra volta a mettersi in grado di forgiare i propri destini. La nuova organizzazione ebbe per base le città, particolar¬ mente numerose in Italia. Tra il secolo IX e il secolo XI, con una nuova disciplina militare si forma il Comune; e, col Co¬ mune si prepara la rinascita delle forze civili, pronte a creare il grande fenomeno italiano del Rinascimento. In questo periodo, si compie, infatti, la fusione dei varii elementi sopravvenuti, i quali si saldano sul tronco deU’antico tipo romano, rimasto fondamentalmente integro; e ne nasce il nuovo tipo romano-italico, con le sue caratteristiche spicca¬ tamente nazionali, destinato a compiere lo sforzo titanico della rinascita e a creare, con una anticipazione di qualche secolo sugli altri paesi, le forme della civiltà moderna. Col sorgere dei Comuni, si afferma l’egemonia del popolo italiano, che, nelle guerre, nei commerci, nelle banche, nel pen¬ siero, nelle lettere, nelle arti, raggiunge un primato universal¬ mente riconosciuto. Gli Italiani percorrono con fortuna tutti i 9