Pagina:La difesa della razza, n.1, Tumminelli, Roma 1938.djvu/21

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Fregio decorativo dell'Ara Pacis: Augusto, preceduto dai Littori, e la famiglia imperiale tutte per interessi estranei, e a dare a queste guerre, sotto ban¬ diere altrui, i suoi capitani migliori e i suoi figli più numerosi e più scelti. . Ma, nella decadenza, sotto il predominio straniero, si pre¬ parano lentamente le forze della resurrezione. Mentre, a cava¬ liere delle Alpi Occidentali, si delinea lo Stato nazionale e la dinastia, che dovranno operare politicamente per questa-resur¬ rezione, si compie in Italia, nel secolo XVIII, una profonda .rivoluzione, la rivoluzione delle Riforme, che rivela integre, giovani, fresche le forze della razza, la quale dovrà compiere, nello spazio di circa un secolo, il titanico sforzo del Risorgi¬ mento. La popolazione delle città e delle campagne è in rapi¬ do aumento; le industrie e i commerci riprendono vigore; il genio della stirpe si rivela nelle invenzioni più originali, che preparano il trionfo della scienza e della meccanica in tutti i campi dell’attività umana; il lavoro italiano, nell’architéttu- ra, nelle arti, nelle grandi opere pubbliche, ritorna a diffon¬ dersi nell’Europa e nel Mediterraneo con impeto meraviglioso. Il trionfo delle armi napoleoniche ribadisce le catene della servitù straniera, ma sparge un gran lievito-di libertà e inse¬ gna un’altra volta a tutti gli Italiani il valore delle armi per la difest della indipendenza e della civilità. Quel popolo, che . pareva sonnolento, abbietto e servile, già sulla fine del seco¬ lo XVIII, si mostra capace delle reazioni sanguinose delle Pa¬ sque Veronesi, delle rivolte di Varese, di Binasco e di Pavia, delle oscure ed eroiche gesta artifrancesi del « lazzaroni » na¬ poletani. Poco più tardi, organizzato nelle schiere napoleoni¬ che, partecipa largamente, con sangue generoso, alle vittorie sull’Austria e alle guerre della Spagna, e compie i prodigi della Moscova e della Beresina. L’indipendenza e l’unità italiana, da allora, diventano l’esi¬ genza storica e quindi la realtà più rilevante dell’Europa del secolo XIX. Ma, costituita questa unità e questa indipendenza, e rivelata in pieno l’energia .della razza italiana nel rapido .aumento della popolazione, l’Italia vede, per circa un cinquan¬ tennio, per esigenze di vita e di lavoro, il grandioso fenomeno della emigrazione continentale, mediterranea e transoceanica, che depaupera la sua popolazione di un mezzo milione circa di unità ogni anno e che le guadagna l’attributo significativo di « grande proletaria ». . Ma già i nuovi tempi sonò maturi. La guerra libica, la guer¬ ra mondiale rivelano le virtù del popolo italiano. Nella guer¬ ra mondiale, combattuta con prodigi di valore, cadono 670 mila combattenti; ma, a differenza di ciò che avviene per gli altri esreiti dell’Intesa, si tratta del più puro sangue nazionale. Nelle trattative di pace di Parigi, l’Italia si presenta come la nazione etnicamente più fusa d’Europa, quasi immune da ele¬ menti stranieri (la percentuale'delle cosi dette minoranze na¬ zionali straniere, investite nel territorio, anche dopo l’acquisto dell’Alto Adige e delle zone orientali, non raggiunge il i %)■ Sorge il Fascismo col suo impeto rivoluzionario e con la sua potenza ricostruttrice. Le prime provvidenze di Mussolini, andando verso il popolo, si rivolgono ai fini dell’elevazione delle classi lavoratrici è della difesa dell’integrità e della sa¬ nità della razza. La « grande proletaria » diventa, in pochi an¬ ni, la potenza più forte e più rispettata d’Europa ed è condotta ai fastigi dell’Impero. Il sistema corporativo, l'Opera Mater¬ nità e Infanzia, FOpera Dopolavoro, l’Opera Balilla, la Gio¬ ventù Italiana del Littorio, la Milizia Nazionale sono tutte istituzioni protettive della razza. Il popolo italiano, sollevato dalle antiche tristezze, assume la sua tipica impronta, inequivocabile. Esso rivela la sua indo¬ le spirituale, fondata su basi biologiche nettamente differen¬ ziate, e perciò si presenta, tra i popoli d’Europa, nella sua massa organica, e nei suoi elementi costitutivi, come un tipo a sè stante, derivato dalle progenie di Roma e rafforzato da nuo¬ vi incroci civili, ricco delle tradizioni storiche più gloriose e più remote, forte per la sanità fondamentale dei suoi germi vitali, pronto al più duro e al più geniale lavoro, maturo per le maggiori fortune. ~ ARRIGO SOLMI . Ministro di Grazia e Giustizia 11