Pagina:La difesa della razza, n.1, Tumminelli, Roma 1938.djvu/25

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E LE DIFFERENZE pre a uomini di altra razza, anche se per ragioni contingenti parlassero la stessa lingua, professassero la stessa religione e avessero la stessa nazionalità. 11 colore della pelle, che potrebbe sembrare un carattere del tutto superficiale, è l’espressione di una intima differenza strut¬ turale di alcuni strati della pelle stessa. L’osservazione banale che, andando al sole, si diventa bruni ha diffuso l’opinione che in relazione all’ambiente possa variare facilmente questo carat¬ tere esterno dell’uomo. Ora, bisogna far notare che nella pigmentazione della pelle una è la colorazione acquisita, che può variare nello stesso individuo stando in ambiente dif¬ ferente ed una è la colorazione ereditaria. Questa pigmentazione ereditaria costituisce un carattere razziale di grande impor¬ tanza. I negri portati come schiavi in America vivono insieme alle popolazioni bianche da alcuni secoli, nelle stesse condizioni di vita, eppure sono rimasti sempre neri. Tutti sanno che gli Scandinavi sono tra le più chiare popolazioni del mondo e anche molto chiari sono i Finni, ma più a nord ancora degli Scandinavi e dei Finni vivono i Làpponi, popolo di origine asiatica, che continua a rimanere bruno perchè questo è il carat¬ tere della sua razza. ALTRI CARATTERI ESTERNI Come il colore della pelle, così pure quello degli occhi e dei capelli costituiscono importanti criteri diagnostici per la discriminazione delle razze umane. Le varie tonalità di capello biondo e gli occhi cenili si trovano generalmente soltanto tra le popolazioni d’Europa e si trasmettono di generazione in generazione in qualsiasi ambiente, come fanno fede i discen¬ denti dei coloni europei che vivono anche nei paesi più torridi. I capelli presentano poi nelle razze umane delle notevoli dif¬ ferenze di forma, che vanno dai capelli cortissimi, avvolti a minule spirali, di alcune razze dell’Africa, ai capelli ondulati degli Europei, ai capelli lisci e rigidi degli Asiatici e degli indigeni dell’America. La forma del naso varia moltissimo nelle razze umane: in genere il. naso con aperture strette si accompagna alla pelle chiara e ai capelli ondulati degli Europei, il naso largo si trova assieme alla pelle scura e ai capelli crespi o spiraliformi dei Negri, e il naso medio insieme alla pelle giallastra e ai capelli lisci e rigidi dei Mongoli. Ma la forma del naso può servire a fare delle distinzioni molto più sottili, esso difatti è diritto negli Europei di tipo nordico o mediterraneo, è aquilino in quelli di tipo dinarico, è concavo in quelli di tipo baltico, e si presenta del tutto diverso negli Ebrei che vivono con gli Europei, costituendo il noto e caratteristico naso semita. Tra i caratteri esterni di grande importanza è la forma del¬ l’apertura palpebrale. Così è nota la cosiddetta piega mongolica della palpebra, ma la palpebra umana presenta moltissime variazioni razziali, che vengono tuttè ereditate. Passando all’esame di altri caratteri, le razze umane diffe¬ riscono molto l’una dall’altra per la statura, che può variare dalle stature bassissime dei Pigmei a quelle altissime di alcuni Negri e di alcuni Europei, per non parlare degli indigeni di America, con la statura variano moltissimo nelle razze umane i rapporti dei segmenti corporei. - INTIME DIFFERENZE STRUTTURALI Quanto è stato detto, mostra chiaramente come una razza differisca dall’altra per intime differenze strutturali che abbrac¬ ciano tutti gli organi e sistemi. Note sono le differenze nelle RAZZIALI varie parti dello scheletro, soprattutto del cranio cerebrale e facciale, da cui dipendono le differenti forme della testa e della faccia, La testa dell’uomo può presentarsi nelle diverse razze allungata e stretta, o corta e larga, o intermedia, si ha così la dolicocefalia, la brachicefalia e la mesocefalia. La faccia può presentarsi nel profilo laterale proiettata innanzi o diritta, distinguendosi così facce prognate (Negri) o ortognate (Euro¬ pei). Oltre lo scheletro, i muscoli, i visceri, le più importanti ghiandole, gli organi genitali esterni, presentano diverse varia¬ zioni razziali di forma e di dimensione. Di straordinaria importanza sono le variazioni dei solchi e dei giri del cervello umano, per cui nelle differenti razze esiste una diversa frequenza di una data varietà di giri e in un’altra razza un’altra varietà; questa differenza della solcatura cere¬ brale è una differenza grossolana, ma anche l’intima struttura della corteccia cerebrale varia nelle razze umane. Queste differenze strutturali nei diversi organi e sistemi fanno sì che anche le differenti funzioni non si svolgano nelle diverse razze nello stesso modo, per cui oltre che differenti morfolo¬ gicamente le' diverse razze sono ‘differenti fisiologicamente. IL SANGUE Il concetto che il sangue di una razza umana sia diverso da quello di un’altra è molto diffuso anche tra le persone poco col¬ te: questa opinione è basata su dati di fatto strettamente scien¬ tifici, che furono intuiti dai popoli prima ancora di essere noti agli scienziati. Lo studio dei gruppi sanguigni ha mostrato come le diverse razze siano differenti l’una dalle altre per una diversa percentuale di gruppi sanguigni. La distribuzione geografica dei gruppi sanguigni in un’area determinata si accompagna ad una simile distribuzione degli altri caratteri razziali. I gruppi sanguigni degli Italiani di alcune regioni è molto simile ai gruppi sanguigni dei Tedeschi, degli Svedesi e dei Norvegesi, segno evidente del comune sangue nordico. Viceversa i gruppi sanguigni degli Ebrei in tutti i paesi d’Europa si staccano nettamente da quelli delle diverse popolazioni nazionali. Altre molto notevoli differenze fisiologiche si riferiscono alla diversa epoca di maturità sessuale delle diverse razze, alla dif¬ ferentissima prolificità, al diverso ciclo vitale. Strettamente legate alle differenze fisiologiche sono quelle patologiche per cui gli individui di razza differente reagiscono in modo molto diverso alle stesse cause patogenetiche. Si comprende così come anche la psiche degli uomini di diversa razza sia profondamente differente, dato che effettiva¬ mente gli uomini di razza diversa sono degli esseri diversi per intima struttura, formatasi per millenario processo di differen¬ ziazione ed evoluzione, ma ormai ben fissa e caratteristica per ogni razza. Appare quindi come sia poco esatta la comuné opinione che gli uomini siano biologicamente tutti uguali fra loro. Prof. Dott. GUIDO LANDRA Assistente di Antropologia nella R. Università di Roma 15