Pagina:La difesa della razza, n.1, Tumminelli, Roma 1938.djvu/28

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I PROBLEMI DELLA RAZZA

E L’OPPORTUNITÀ DI UN’INCHIESTA

ANTROPOMETRICA SULLA POPOLAZIONE ITALIANA


La presa di posizione del Fascismo rispetto al problema della razza, le proposizioni che a tale riguardo sono state redatte, l’attività, annunciata dal Segretario del Partito, che il Regime intende svolgere in tale campo, nell’anno XVII, mettono, a mio modo di vedere, in primo piano la opportunità di eseguire una vasta indagine antropometrica sugli italiani.

Spetta all’Esercito italiano l’onore di aver dato il primo esempio in Europa di una indagine antropometrica completa, vasta ed uniforme: l’Antropometria militare del Generale medico Ridolfo Livi, pubblicata nel 1896.

L’inchiesta Livi rilevò le principali caratteristiche antropologiche di 300.000 soldati arruolati con le classi di leva 1859-63 (24,7 per 100 della popolazione maschile in totale). La vasta cultura del Livi nei campi dell’antropologia, dell’etnologia e della storia hanno reso l’opera da lui compiuta un modello del genere, della quale tutti gli studiosi in Italia e all’estero hanno tenuto conto anche per nuove ricerche. Essa si può dire non sia stata preceduta, come vastità di indagine, che dal lavoro del Baxter in occasione della mobilitazione generale per la guerra di secessione degli Stati Uniti d’America, e da quello dell’astronomo e matematico Gould che comprende 1 milione 232 mila osservazioni.

Successivamente si possono citare l’Antropologia Suecica del Retzius, e Fürst del 1900, e, fra le più recenti, quella del Lundborg e Linders del 1926.

Dopo l’inchiesta del Livi, non mancarono in Italia rilievi antropometrici, ma si tratta di indagini limitate a piccoli gruppi che non possono ritenersi rappresentativi per la Nazione intera.

Vogliamo ricordare a questo proposito l’indagine antropometrica eseguita dal Ministero della Guerra nel 1929 su 1900 militari, indagine che venne eseguita più che altro per saggiare la corrispondenza pratica della scheda di rivelazione e dello strumentario prescelto. Questa indagine — che venne approvata dal Duce — merita di essere citata anche perchè essa venne preceduta da studi approfonditi compiuti dall’Istituto centrale di statistica, in vista di estenderla ad una massa notevole di militari.

Va anche ricordato che, in seguito ai voti del Consiglio Superiore di Statistica, sono attualmente in corso gli studi per uniformare le rivelazioni destinate alla valutazione fisica degli sportivi.

L’indagine del Livi, che considera i nati di 70 anni or sono, non può oggi soddisfare alle necessità odierne di conoscere a fondo le caratteristiche antropologiche della popolazione e della razza italiana. Troppi fatti sono venuti, con la Guerra di rendenzione nazionale e con la Rivoluzione fascista, a modificare alcuni caratteri importanti: nuovi importanti nuclei di popolazione si sono riuniti ai già esistenti; importanti correnti di migrazione all’interno del Regno tendono a fondere alcune caratteristiche del Nord e del Sud; la politica per la sanità della stirpe può aver anche essa influito sulla modificazione di alcuni caratteri somatici.

Un’indagine antropometrica condotta su vasta scala sembra pertanto, oggi, più che opportuna. Essa potrà mostrare quali caratteri fisici si presentino con maggiore frequenza nella razza italiana, misurarne le deviazioni dal tipo medio e normale, la variabilità e gli estremi (campo di variazione) e determinare le caratteristiche differenziali della piccola razza italiana in confronto di altre facenti parte della grande famiglia indo-europea. Le vecchie rivelazioni fatte dal Livi forniranno utili elementi di confronto.

La disponibilità di strumenti moderni più perfezionati per le misure antropometriche (e sopratutto di strumenti già studiati e sperimentati), i metodi di rilevazione più precisi, la possibilità di usare criteri statistici di spoglio e di elaborazione più perfetti, danno affidamento che i risultati di una vasta inchiesta antropometrica sarebbero molto utili non solo dal punto di vista puramente scientifico, ma anche per l’azione che il Regime si propone di svolgere nel campo razziale.