Pagina:La difesa della razza, n.1, Tumminelli, Roma 1938.djvu/36

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polemica

UNA QUESTIONE DI GENIO

Si può ben dire che soltanto alla fine degli accoppia¬ menti vaghi, nefari, come li chiamava Vico, possa aver principio la civiltà, con lo stabilirsi della certezza delle genealogie, primissima opera deH’immaginazione divina, e lo stabilirsi del costume di conservare la purezza delle famiglie, in cui consiste anche la dignità degl’imperi di non mescolarsi con i barbari e non violare il costume dei soggetti, senza della quale si è corrotti e niente altro che corruttori. Questa mi sembra la più ovvia ragione d’ogni questione di razza e perciò anche di quella sollevata e vittoriosa¬ mente condotta dal Regime. Ma è una ragione religiosa e quindi ci fa dubitare che si possa trattare di una questione propriamente di razza, a meno che non vogliano ritornare al punto di spiegare la religione con le scienze naturali. K c’è un’altra ragione, che ci costringe ad escluderlo, quf "a appunto della condizione degli ebrei. Gli ebrei sono soltanto una parte della loro razza e la gestione degli ebrei deriva soltanto dagli ebrei, cioè per niente affatto da altri che pure sono della stessa razza. Deriva dall’essersi conservati una nazione, sebbene sparsi fra gli altri popoli, e dall’avere, in questa condi¬ zione, interamente abbandonato l’uso popolare della lin¬ gua e così interrotto ogni sviluppo deU’immaginazione e per conseguenza ripiegata la forza interiore tutta nell’in¬ telletto, venendo a gravitare perciò sugli altri popoli, col solo peso della materia, come avviene della natura uma¬ na, quando rimane staccata dai fini del genio nazionale, e come accade di tutte le classi colte, a principiare per eccel¬ lenza dalla crosta ciceroniana, che avrebbe soffocato il destino di Roma, se Cesare non l’avesse rotta. Si tratta dunque d’una tragedia del genio, e credo fran¬ camente che se non fosse una questione poetica e perciò di vera politica, sarebbe barbara, e nessuno di noi se ne sarebbe occupato, a principiare da Mussolini, e che il suo interessare e metter radici non dipenda affatto dalla sua apparenza di razza, ma da un interesse nuovo in noi rinato di riunire genio e politica, che già si sente soffocato dal sistema francese, lo scuote alle fondamenta, e si prepara a riordinare l’Europa. 26 Che in questa tragedia del genio stia tutta la questione ebraica, lo puoi toccare con mano, considerando un altro popolo, che vivendo in una condizione prossima a quella degli ebrei, è giunto alle stesse conseguenze, pur essendo del nostro stesso sangue. ■¬ La rivoluzione francese non nacque, come la civiltà, dalla poesia. Nacque dalla riflessione. Col suo furore, fu tutta costume corrotto e non potè essere creativa. Nac¬ que dal peso materiale d’una classe già formata e domi¬ nante. Ma con la rivoluzione, il più razionale paese di Europa, qual’è la Francia, riuscì ad ordinare quel popolo dei popoli, che è la borghesia, facendo quella trasforma¬ zione della civiltà in cultura, che la mise a capo del siste¬ ma europeo. Incapace di arte, incapace di poesia, tutta società, eco¬ nomia, cultura, questa è la borghesia. Che differenza c’è fra borghesi ed ebrei? Che gli ebrei sono rimasti fedeli all’unità della loro nazione, senza avere più patria; i borghesi se ne sono staccati, pur abitando la loro patria, e formano una socie¬ tà di tutti i paesi. Gli ebrei sono stati costretti ad abban¬ donare l’uso popolare della loro lingua, i borghesi, con¬ servando la lingua, l’hanno ridotta un gergo ironico e razionale, soltanto uno strumento di comunicazione, e parlano lingua francese, senza necessità e per costume. La differenza è che quella degli ebrei è una tragedia, quella dei borghesi una degenerazione. Gli ebrei si trovano ottimamente nel sistema francese, sembra fatto per essi, essi stessi hanno aiutato la Francia a farlo. Da Madrid a Mosca a Cairo, diciamo pure a New York, in tutto il campo della rivoluzione francese, ci sono ebrei, ma soprattutto ci sono e ci si trovano ottimamente i borghesi. Dove c’è un borghese, c’è il sistema francese, ed il sistema è quello che conta, perchè la Francia non l’avrebbe potuto fare di soli ebrei, e non sarebbe un siste- • ma, se fosse di soli ebrei. E’ il sistema francese, si chiama borghse, è fondato sulla degenerazione dei popoli. Può la Francia tenere ancora il mondo, con questo sistema? Ecco la vera questione. . MASSIMO LEU iì