Pagina:La difesa della razza, n.1, Tumminelli, Roma 1938.djvu/44

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L’ODIO EBRAICO PER LE ALTRE RAZZE Se si vuole ancora un documento che testimoni della su¬ perba megalomania degli ebrei, del loro smisurato orgoglio per le qualità della propria razza e disprezzo per l’etica non ebrea, ai legga il Breviarium Judaicum di Fritz Cassirer, pub¬ blicato nel 1920. Si rileverà da esso ancora una volta come gli ebrei tengano a distinguersi, come razza, dalle popolazioni con le quali vi¬ vono. Eccolo: «Salve! egregi ebrei tedeschi, tutti voi che siete tra il Reno e la Wieichsel, da secoli in questo bel paese che si chiama Germania — un nome che alcune sagge menti vorrebbero far derivare da « tàuschen » (ingannare) — ma questa è una sup¬ posizione vaga e quindi vorrei lasciarla cadere. E così — tanto per cominciare con qualche cosa — voglio gridarvi subito la mia opinione finale, fondamentale, princi¬ pale e cioè: che voi, bravi e tristi ebrei tedeschi, non ve la prendiate tanto se il germano — così si chiama il vostro pa¬ drone di casa, benché anche questo sia una pretesa ' piuttosto vaga, perchè non è ancora sicuro, e forse non sarà mai dimo¬ strato, chi di noi due ha lavorato più a lungo e con più suc¬ cesso in questo Paese — dunque, dicevo, se il germano si diletterà nuovamente dell’odore di quella strana pianta che si chiama antisemitismo, la quale si trova in diverse forme nella nostra cara Germania, nessuna di essa è buona. Tutte sorgono da un letamaio. Alcuni ebrei sono stupidi Alcuni tedeschi sono intelligenti... 0 Germania, mia cara patria, sei una stupida patria! 0 stupida Germania! 0 stupida Germania! 0 Germania che fosti intelligente, che fosti grande! . Non credete che noi avremmo guidato questo nostro paese con più finezza, con più tenerezza, e quindi: con più forza? Non credete forse che noi, — noi, ospiti da 2000 anni, ben odiati ospiti! — non credete forse, amici miei, che noi; dalla' scuola della miseria di millenni, saremmo diventati migliori diplomatici che quelli che non hanno dita per le « sciocchezze »? Non credete che noi avremmo tessuto con dita più fini i fili di quest’infelice paese; strapparli così teutonicamente? Tacete! Tacete! Non potrebbe darsi — che stravagante pensiero! — che uno Stalo Maggiore di ebrei avesse fatto questa guerra meno stu¬ dentescamente? Che avrebbe saputo meglio far la pace? Potrebbe darsi... Avrebbe potuto darsi... , Avrebbe dovuto darsi! . Non è stato così. , Non sarà così... Siamo stati utili — chi sa dove — nelle trincee qui, là, in qualche parte! Stati utili!! . Utilizzare! ! ' Ma perbacco — cari miei — metteteci finalmente a quei posti dove possiamo renderci più utili di voi! Legge: «Tal e tal posto dovrebbe essere occupato soltanto da ebrei ». Fino al 1950! Il mondo si accorgerebbe ben presto che il coraggio senza superbia, la fermezza senza arte, la flessibilità senza debolezza di carattere esistono ancora nelle terre d’Europa- O sogno stupido, impertinente! . 0 Germania, mia patria! Ammazzate gli ebrei! Forse è meglio così... Guardateli! Li avete visti? Ma chi non li ha visti in questi anni?... - - O tremante servilità degli eroi che godevano a sentirsi ser¬ vitori! O mal riempiti pantaloni maschili! O sarcastici sguardi ebrei! O nobile militarismo!... Sì, fratelli miei, avete troppo poco di questa viltà! Altri¬ menti non sarebbe mica tanto buffo immaginarvi a passo di parata! Occhi in avanti! Tutti girano a sinistra, avanti! Chi ride? . Siamo solitari. Non ci sentiamo nemmeno fratelli. Non ho ragione, Fratelli miei? Ogni Gerhart Hauptmann in Germania ha il suo buono e sempre fedele Otto Brahm! oppure: Ogni Richard Wagner in Germania ha il suo fedele Hermann Levi! oppure; Ogni bach ha il suo Mendelssohn! oppure: Ogni Brahms ha il suo Joachim! oppure: Ogni Kant il suo Cohen! . Noi dobbiamo — e questo è indispensabile — noi dobbiamo, ebrei tedeschi, guardare e proteggere il germanesimo ! Chi altro dovrebbe farlo? Loro stessi, forse, i teutoni? Sanno appena parlare e scrivere in tedesco! Già da molto devono lasciarsi dire dai loro scienziati e filologi che non lo sanno più fare! E perchè dovrebbero ancora saperlo? Esiste forse ancora il cranio: il viso tedesco? - ' Quelle teste liscie! Tovaglie da caffè che sono rimaste troppo tempo nel bucato! - « Made in England! » Che linea! Quelle teste vuote! ■ Che fanno rumore soltanto se il signor Capitano muove le bacchette ! . Gli studentini! Quel presidente distrettuale! Quegli ufficiali di riserva! Quei Professori! Non hanno saputo vincere 'la guerra! Non l’hanno saputa nemmeno perdere! ' • Tedeschi, Tedeschi! Dovremmo essere nuovamente noi gli unici che hanno guadagnato nella guerra? Alla .fine non ci saranno più tedeschi — oltre alcuni — ebrei. Vedo molti fra voi che si perdono d’animo con molti scru-- poli, e con vera solidità tedesca cercano di capire il perchè di quest’eterno odio e se alla fine non ci sarà forse una vera e buona ragione perchè noi dovremmo batterci il petto ed esclamare: «Padre! abbiamo peccato!». A quelli vorrei ricordare anzitutto che ogni animale su questa terra possiede un ano che non ha lo stesso buon odore delal bocca, benché sia una cosa utile ed indispensabile. Noi non possiamo nè vogliamo negare che l’animale Giuda in questo sia meglio degli altri aniraali! Il che per questa volta sarà abbastanza chiaro! Proteggete,, cari ebrei, proteggete la mentalità ed i costumi e la musica e la filosofìa tedeschi! Proteggete tutto questo dalle zampe dei teutoni! (ci sono dei pazzi che non possono far a meno di graffiarsi il viso; in tal caso il dottore prescrive dei. guanti di gomma! Mi capite!). Ma se incontrate, o bravi o fedeli ebrei tedeschi di tutte le religioni, se incontrate un mangia-ebrei, ditegli liberamente: « Noi — ditegli — abbiamo messo radici profonde e dure in questa nostra terra tedesca! E ci troviamo bene qui e ci sen¬ tiamo a casa, anche se nelle cime degli alberi si sente fischiare e bisbigliare brutto! Sono già mille anni che siamo piantati qui e non vogliamo lasciarci trapiantare! Rimaniamo. fermi in questa nostra patria! ». Ma se a voi, egregi concittadini, non vi piace, se l’aria vi fa male o se la giacca vi sembra troppo stretta, ebbene, scuo¬ tete pure dai vostri piedi la polvere di questo paese, voi. che avete sempre qualcosa da ridire, e svignatevela al più presto! Noi rimaniamo qui! - Ed ora Addio! ». 34