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Pagina:La donna italiana descritta de scrittrici italiane, 1890.djvu/107

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condizioni dei tempi: il conte Maria Matteo Boiardo aveva già scritto in quella corte il suo Orlando Innamorato. Ludovico Ariosto trovò quindi un ambiente preparato a ricevere le produzioni di genere epico-cavalleresco, e un complesso di fatti atto a stimolar l’ingegno suo, già così straordinariamente ben disposto.

Nelle Chansons de gestes, Orlando non ha per divisa che «mon Dieu et mon roi». Sotto l’influenza del cielo brettone in cui la donna è ispiratrice d’ogni opera ardita, sospiro e conforto, principio e fine d’ogni fatto, i romanzatori medioevali aggiunsero alla fiera impresa del paladino «ma dame»; il Boiardo poi ce lo fa innamorare come un pover’omo qualunque e l’Ariosto sviluppando la figura del famoso cavaliero secondo il gusto del tempo suo, ce lo presenta addirittura pazzo per amore.

La passione d’amore e l’avidità di gloria, le due forze insite nel mondo cavalleresco, trovano un eco nel cinquecento, quantunque la gloria non si cerchi più sui campi di battaglia, ma su quelli incruenti dell’arte, ne vien di conseguenza che la donna trionfante per arte d’amore, trionfi anche nel concetto artistico.

L’Ariosto ebbe occhi aperti malgrado l’ingenuità dell’anima, giusta visione delle brutture e debolezze umane e quell’attitudine a veder le cose chiare, che facilmente inclina l’uomo alla misantropia, ma che temperata dalla bontà dell’indole, conduce all’umorismo. Egli conobbe bene la società del tempo suo e in ispecie la donna, ed ebbe per le donne leggere e galanti di cui tanto abbondava il cinquecento, un’indulgenza che rasenta la pietà; e ciò era fors’anche frutto della coltura classica, avvezza alle larghe vedute; e della filosofia alquanto epicurea del nostro rinascimento.

L’Ariosto scherza colle belle donnine; dice loro qualche dura verità, per vederle a far cipiglio; ma poi con una galanteria di cortigiano rasserena le loro fronti e le fa sorridere con un grazioso complimento. Del resto, non esistono fors’anche ai giorni nostri donne colle quali gli uomini devono giuocar di frizzi, di complimenti? donne capricciose, vane, nevrotiche, strane, le donne sfingi, di cui si abbellisce più o meno la letteratura contemporanea?

E il poeta dice:

«Cortesi donne ebbe l’antiqua etade
«Che le virtù non le ricchezze amaro,
«Ai giorni nostri si ritrovan rade
«A cui più del guadagno altro sia caro;


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