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Pagina:La donna italiana descritta de scrittrici italiane, 1890.djvu/112

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«. . . . . dura e fredda più d’una colonna
«Ad averne pietà però non scende»

ed ha cosi fitto l’egoismo nell’anima, che in lei si è fatto natura

«I languidi occhi al ciel tenea levati
«Come accusando il gran Motor che abbia
«Tutti inclinati nel suo danno i fati.»

Ma, dopo tutto, quando la vediamo legata dai corsari per essere pasto dell’orca ci fa pietà. Ella è afflitta, affranta dallo spavento, dalla vergogna, dal dolore, impreca alla sua vantata bellezza e desidera la morte, «poichè fama onorata non può più avere». Ed è in questo punto che si accusa messer Ludovico, di aver fatto Angelica troppo seria e sentimentale; io non trovo; mi pare anzi che il poeta abbia seguito lo sviluppo psicologico del sentimento dominante nel carattere d’Angelica: — l’orgoglio. L’orgoglio ha detto un filosofo, puo essere una virtù. Angelica fiera della sua verginitȧ e della sua fama d’inaccessibile, vedendosi esposta a tutte le onte, invoca con orgoglio supremo la morte, e questo è il momento più bello di questa figura di donna.

L’Ariosto narra quest’episodio colla gravità dei suoi predecessori; Angelica è li legata allo scoglio, i corsari accorrono, l’orca si prepara al pasto, l’Ippogrifo portante il liberatore è librato nell’aria. Messer Ludovico guarda l’uditorio in sospeso, ed esclama

«Chi narrerà l’angosce, i pianti, i gridi,
«L’alta querela che nel ciel penetra?
«. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
«Io nol dirò, che si il dolor mi muove,
«Che mi sforza a voltar le rime altrove.»

È malizia d’artista o sorriso d’umorista?

In tutte le letterature del passato, del presente e dell’avvenire, le belle donne figurano anche dal lato morale, sempre meglio che le brutte; ma nell’epica cavalleresca, ciò è passato quasi a regola; ei pare che quella letteratura ingenua e primitiva faccia come i bambini sinonimo di brutto e cattivo, il bello e il buono — certo le donne brutte dovevano star molto male al tempo dei prodi cavalieri antiqui!

Ma ritorniamo ad Angelica, che abbiamo lasciata in si tristi condizioni. Ruggero la libera accecando l’orca collo scudo d’Atlante,