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forse avvezza a lasciarsi commuovere dalle azioni nobili e gentili? A me pare di no; anzi l’orgoglio suo innato la dovrebbe far passar sdegnosa e indifferente accanto ad un povero fante, anche ferito. Ma amore offeso, non perdona; Angelica è vinta; ella cura il saracino, lo guarisce e lo sposa.
Ciò che segue appartiene al genere idillico; gli amanti vagano per la selva, s’incoronano di fiori, tubano come tortore e incidono i loro nomi intrecciati sulle piante, e il povero innamoratissimo Orlando al veder poi quelle scritte prova tanto disperato dolore che ne smarrisce il senno.
Chi riconosce Angelica la fredda, la superba figlia del Catai, in questa pastorella arcadica? e l’Ariosto stesso esclama:
«O conte Orlando, o re di Circassia,
«Vostr’inclita virtù, dite, che giova?
«Vostr’alto onor, dite, in che prezzo sia?
«Or che mercè vostro servir ritruova?
(Canto xix-31).
e rammenta i vani sospiri di Rinaldo, di Ferraù e degli altri innamorati cavalieri. Però anche qui il poeta si mostra fine conoscitore della natura umana, perchè, dato un carattere orgoglioso calcolatore come quello d’Angelica, è più ovvio che s’invaghisca e sposi un uomo al quale sarà sempre superiore, che non uno di quegl’incliti guerrieri, pari a lei in potenza e nobiltà di nascita. Le donne della tempra di costei amano fortemente, ma con un affetto protettore; nell’anima loro, l’orgoglio domato dalla passione sonnecchia, non è morto, e un bricciolo d’egoismo è in fondo a tutte le loro azioni. L’innamoramento d’Angelica è quindi di una verità meravigliosa e se la protagonista ci può essere antipatica pel suo carattere dobbiamo riconoscere che artisticamente è una concezione stupenda.
Ed ora dovrei passare a dirvi delle donne allegoriche, e via, via per ordine delle altre creazioni femminili del nostro autore; ma preferisco usar lo stratagemma di messer Ludovico, e ad una rappresentazione di donna fredda e crudele, far seguire quella di un’anima puramente affettuosa, di Fiordiligi, la figliuola prediletta del poeta.
Non vedendo ritornare il marito suo, il nobile guerriero Brandimarte che era andato in cerca d’Orlando impazzito per amore, la povera Fiordiligi, senz’altro usbergo che la sua virtù e la sua fede, lascia il campo di re Carlo e....