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strada di dove le par che egli debba arrivare; ma dopo una trottata di mezz’ora si pente di essersi troppo dilungata: Se Ruggero fosse in questo frattempo giunto al castello per altra via?
L’Ariosto tiene conto delle cause interne e fa uso sapiente dell’ esterne, che può governare a suo arbitrio per accelerare lo sviluppo delle passioni.
L’ansia di Bradamante si cambia in molesta inquietudine, quando Ricciardetto le narra d’aver visto al campo Saraceno Ruggero in compagnia della guerriera Marfisa. Più tardi, capita a Montalbano un cavaliere guascone che racconta come al campo d’Agramante si buccina di prossime nozze tra il prode Ruggero e la bella Marfisa. Ed ecco Bradamante scivolare sullo sdrucciolo su cui l’aveva posta il poeta; eccola furiosamente gelosa; i suoi lamenti, la sua disperazione, son commoventi. Ma non per nulla ella è una donna eroica. Abbandona il pensiero del suicidio per quello della vendetta, indossa l’armatura e sopra vi mette una veste color foglia morta ricamata a tronconi di cipresso che voleva significare «disperazione e voglia di morire.» Avviso agl’infedeli che non vogliono andare incontro a scene patetiche!
Impugna la lancia d’oro donatale da Astolfo e s’incammina. Per strada incontra la mesta Fiordiligi e, a sua richiesta, va a sfidar Rodomonte e lo vince — un bell’esempio questo di amicizia femminile!
La donna guerriera capita poi al castello di Tristano, dove erano in uso i paragoni (non concorsi) di bellezza; Bradamante vince; ma, con cortesia cavalleresca, cede il posto all’altra dama.
Eccola sotto Arli; tre cavalieri saraceni son già caduti sotto i potenti colpi della lancia d’Argalia, quando si presenta Marfisa; come spiegare il tumulto d’affetti contrari che quella vista suscita in petto all’animosa donzella di Dordona? Questo momento del poema è animato da un soffio potente di passione; la situazione è piena d’interesse drammatico. Le due guerriere son di fronte, una più orgogliosa di Lucifero, l’altra le forze contuplicate dalla gelosia. La passione che in questo momento agita Bradamante ci fa fremere.
Una scaramuccia tra Saraceni e Cristiani interrompe il duello delle due donne. Bradamante si ritira in disparte e da lungi fissa con sguardo intenso, appassionato il suo Ruggero uscito a combattere. Com’è bello! E gli occhi fieri e lampeggianti le si velano di lagrime.
«Dunque baciar si belle e dolci labbra
«Deve altra, se baciar non le poss’io.»