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Pagina:La donna italiana descritta de scrittrici italiane, 1890.djvu/148

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abito di mendicante, filare pei poverelli, e dimorar lunghe ore nella tribuna della chiesa dell’ospizio, tutta assorta in meditazione; e mentre salmeggiavano all’intorno le sue povere donne, essa levava spesso al cielo gli occhi, e gemeva pregando. E forse, nella pace del meditare, ed in quei dolorosi sospiri, le tornavano in mente le gioconde promesse della sua fanciullezza, e rivedeva le feste del paterno giardino, e i fiori e i plausi e i baci, che le avevano accarezzato l’anima, il giorno ch’ivi, a nove anni, recitò la sua prima orazione latina. Coincidenza di età e di luogo, che la primaverile tua festa ricorda, o Beatrice.

Mori Gaetana Agnesi ottantenne, nel 1799, anno in cui segui anche la morte del Parini; e, come Parini, essa desidero visitare prima della sua fine le patrie campagne, che custodivano le rimembranze ed il sorriso della sua giovinezza. Sorriso, non volto a fantastici sogni, o a dolce speranza d’amore, giammai; ma lieto solo dei tranquilli pensieri e della religiosa pietà, che in vecchiezza più bella facevano la gloria di quella fronte intemerata.

E qui, o gentili, nel ricordo di si gran nome, io dovrei por fine, ringraziandovi, al mio povero discorso. Ma concedete ancora, che con un saluto alla mia patria, là fra i monti dove l’italo sole prolunga mesto i suoi raggi, io rammenti per ultimo una donna figlia di quella nostra terra sfortunata, e pure non si misera, che alle sue stesse sciagure non opponga un contrasto di civili virtù e di operosa pazienza. Parlo di Bianca Laura Vannetti, ch’ebbe i natali nella città divenuta poi per quelli del grande Rosmini perennemente famosa.

La storia letteraria del Trentino, frequente di uomini illustri, annovera tra’ primi Clementino Vannetti, figlio di Bianca Laura, letterato insigne, caro a noi pe’ suoi sentimenti patriottici, e per un sonetto divenuto popolare. Qual miglior lode alla madre, che l’educazione di questo egregio, il quale spesso ne’ suoi scritti con tenera gratitudine e venerazione la ricorda? Se non che, le aggiunge lustro l’aver essa appreso dal Tartarotti la logica, la filosofia e la poesia, e l’aver corrisposto letterariamente col Tiraboschi, col Lalande ed altri uomini celebri. Saggi pittorici di valore conserva della Vannetti la biblioteca d’Innspruk; e scritture, che al Tiraboschi parevano belle, graziose ed eleganti, ci lasciò essa, piene d’erudizione e di schietta morale. Di lei scriveva il marito ad un amico: «Io me l’ho presa nè bella, nè brutta. Nel capo della mia veggo che Apollo ha molto bene incrocicchiate le fibre; fa buoni versi e