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Pagina:La donna italiana descritta de scrittrici italiane, 1890.djvu/21

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— XI —

                      ........ venuta
di cielo in terra a miracol mostrare.


Pubblicarono altresì un volume (Successori Le Monnier Firenze, 1890) tutto di Scrittrici, tutte di molto merito, alcune di segnalatissimo; e basterebbe ricordare la Contessa Ersilia Lovatelli Caetani, e la Ferrari, che al volume preludeva colla storia importante del vi Centenario dalla morte di Beatrice. Mi piace notare che i sorridenti d'ogni cosa, sorridono ancora, quando si parla della casa di Dante, e la si mostra a dito; quasichè volessimo affermare che quelle due stanzuccie, ove, accanto al busto del Divino Poeta, collocavasi l'altro di Beatrice, fossero proprio la camera e l'anticamera del grand' uomo. Ma viceversa sulla porta palesemente antica di quella casuccia è scritto casa, non camera. E veramente quella contenevasi nelle Case degli Alighieri che abitavano non più di cinquanta passi lontani dai Portinari, le Case dei quali erano dov'è ora il palazzo Ricciardi, già de' Duchi Salviati, in via del Corso, presso il canto de' Pazzi; e quelli abitavano sulla piazza di S. Martino, e precisamente in sull'angolo della via che conduce a Santa Margherita, e le loro Case (che più d'una ne possedevano) rispondevano a tergo in sulla piazza de'Donati altrimenti della Rena. Così Pietro Fraticelli nell'edizione della Vita Nuova, (Firenze, Barbèra, 1857). Tutto ciò è ormai notissimo e dimostrato con documenti, che il Passerini e il Frullani pubblicarono pel Centenario di Dante, se bene ricordo. Speriamo che il Municipio fiorentino acquisterà in parte o in tutto le Case predette, affinchè vi si possa istituire una miglior sede alla memoria del Sommo Concittadino, e agli Studi danteschi.

Il De Gubernatis, allargando vastamente l'idea delle due Signore, opinò che l'onore massimo a Beatrice fosse questo, di far vedere a chiunque ami la Patria nostra come in Italia