Pagina:La donna italiana descritta de scrittrici italiane, 1890.djvu/214

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Di tutto questo tratterrò così alla buona, secondo che la brevità del tempo me l’acconsenta.

E giacché scorgo, fra questo gentile uditorio, che mi onora di cortese attenzione, non poche di quelle gentildonne, che anche in mezzo alle delizie della fortuna, della gioventù, della bellezza non dimenticano le infelici appartenenti al loro sesso, è a loro principalmente che dedico la mia Conferenza, a loro che seguendo l’esempio della nostra amata Regina, la fata della carità, sono la provvidenza delle donne del popolo e possono e faranno ancora molto a vantaggio delle operaie italiane.

E, con questa fede nel cuore, col desiderio di meritarmi la vostra indulgenza, ardisco cominciare ...!

Scientificamente parlando, s’intende per operaia, qualsiasi donna che trae dal proprio lavoro, sia manuale, che intellettuale, i mezzi per sostentarsi.

Nel linguaggio comune però, il nome di operaia, suol darsi solo alla donna che esercita un mestiere, in cui la parte manuale eccede l’intellettuale.

Ed è sotto questo aspetto che io considererò la donna operaia.

La storia del lavoro delle donne, è antica quanto il mondo. In tutti i tempi, fra tutti i popoli, non fu mai dato alla donna di sottrarsi alla legge del lavoro.

Osserva un valente scrittore «che se nell’antica letteratura, la vita pubblica non occupasse il primo posto e non si ponesse un velo sulla vita privata, se le classi più infime della società, avessero trovato maggior posto nelle storie classiche, si scoprirebbero certamente un’infinità di lavori penosi e volgari eseguiti dalle donne.»

Senza risalire a quei tempi remoti, basterà notare la condizione fatta alla donna del popolo, ai tempi dell’Impero Romano.

Allora, la parola operaio era sinonimo di schiavo, e se la condizione stessa degli uomini era così misera e dolorosa, figuratevi quale dovesse essere quella delle donne, se si considera che è indole e carattere comune ai popoli rozzi ed incolti il riserbaila alle più dure e dolorose fatiche ed agli uomini il dispotico comando.

Molti erano i lavori ai quali venivano addette le donne; la maggior parte di esse attendeva, associata agli uomini, alla colti-