Pagina:La donna italiana descritta de scrittrici italiane, 1890.djvu/216

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Allora veniva fatta segno ad inaudite violenze e molte volte il suo grido di orrore, di ribellione, si cangiava in gemito di agonia! Alcune di quelle sciagurate morivano d’onta, di disperazione; ma chi se ne curava?

Le operaie erano considerate poco meno che bestie da soma, se vecchie; strumenti di piacere, se giovani! Il destino della donna operaia era così misero ed infame, che alcune madri preferivano strozzare le proprie figlie, appena partorite, onde liberarle dall’abbietta e miserrima vita, che avrebbero dovuto condurre.

Allora le operaie non potevano prendere marito, senza il consentimento del padrone. Se egli ordinava, si obbediva: tutto da lui dipendeva.

In verità, signore, ci sarebbe da ridere, se la vergogna non soffocasse il riso nella strozza.

Passiamo di volo su questa frase ributtante della storia delle operaie. Vi hanno scene, sulle quali è meglio gettare l’ombra di un velo!

Fu il Cristianesimo, la sublime dottrina che ispira amore ed eguaglianza, attempra l’anima a grandi virtù, ispira il coraggio nelle aspre battaglie della vita, che con divino sentimento di giustizia, sollevò a poco a poco la donna dallo stato servile ed abbietto in cui si trovava, la rese compagna, non più schiava dell’uomo, le fece comprendere i proprii doveri, le insegnò tutto quello che costituisce l'umana felicità: il lavoro, l’amore, la famiglia!

Chi ha letta la storia del Romano Impero e confronta la donna dei tempi di Caligola e Nerone, alla donna dei successivi secoli, vede chiaramente apparire la santità e la forza salutare del Cristianesimo.

Il papa Adriano IV con una bolla del 1155, dichiarò validi e indissolubili i matrimonii contratti fra operai senza il consentimento del padrone e legittimi i figli nati da quell'unione.

Da quel momento, la donna operaia sorse a nuova vita: l’amore innato nel suo cuore si perfezionò, si diffuse sul marito ed i figli: il lavoro più non le parve gravoso, perchè dopo una giornata di fatica, aveva almeno il conforto di alcune ore d’affezione.

Non conviene però credere che l’influenza del solo Cristianesimo spegnesse ad un tratto la schiavitù, se le condizioni sociali dei tempi, non avessero potentemente predisposti gli animi a cosi radicale rivolgimento!