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le donne del tempo presente non sieno indegne di quelle del tempo antico; e gli parve, che argomento dimostrativo riuscissero i fatti, raccogliendo cioè in una pubblica esposizione i lavori femminili d'ingegno e di mano, quanti potessero adunarsi da tutte le provincie italiane. Il concorso superò la speranza; e negli stranieri destò ammirazione piucchè, purtroppo, in molti de'nostri. Specialmente l'ammirarono quei Francesi e tra loro i Provenzali, che anni addietro invitarono gli Italiani ad Avignone pel Centenario dell'Amante di Laura; e ora invitati al Centenario di Beatrice, lessero nel Politeama Fiorentino versi e prose sulla Divina Ispiratrice di Dante, per gentilezza, bontà e altezza di pensieri degne dell'argomento e di quei Gentiluomini.
Nell'idea nobilissima di Angelo De Gubernatis entrò un concetto, che agli uomini discreti parve di bella opportunità. Proponiamo, egli pensò, alle donne italiane culte una serie di Conferenze, per due intenti: primo, che le Oratrici dimostrino il valore proprio; secondo, che i temi da trattarsi porgano verace immagine della donna italiana nella Storia e nell'Arte, dal trecento fino al tempo che corre. Il brav' uomo, giudicato non benignamente allora, e materialmente danneggiato, si conforti nell'esito intellettuale e morale della sua impresa certo a tutti gli italiani e stranieri commendabile oltremodo. E ora brevemente ne darò un cenno.
Si dubitava, che potessero trovarsi tante in Italia, capaci di svolgere venti temi proposti. Furono invece a profferirsi più di trenta, o, invitate, ad accettare. Fra le trenta si scelsero ventiquattro. Due ritirarono la loro Conferenza, dopo averla recitata, che non parve loro meritevole di stampa, quantunque accolta con favore dal pubblico: e furono la signorina Linda Malnati, che trattò delle donne gentili del