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Foscolo; e la signorina Annetta Boneschi Ceccoli, che discorse della donna secondo il vario aspetto fisico nelle provincie italiane. La signorina Alessandra Cesa, poi, trattò della donna italiana in società; ma essa dichiarò di astenersi dal concorso. Il giurì componevasi de’ signori Augusto Alfani, Guido Biagi, Augusto Conti presidente, Aurelio Gotti, Luigi Rasi, Giuseppe Rigutini, Giovanni Tortoli, Vittorio Vecchj, Antonio Zardo. Adunavasi volta per volta, dopo ciascuna conferenza. Il Presidente invitava i singoli Giurati a dare il proprio parere ragionato; e, ultimo egli, epilogando il parere de’ colleghi, esponeva il suo. Discusso il valore delle singole Conferenze, si procedè ai voti.
Nella votazione, per graduare il pregio delle Conferenze, si badò al come ciascuna fosse scritta, svolta nel giro d’un’ora e al modo di porgere, nonchè al sentimento buono della Scrittrice. Si considerò, la conferenza non essere un trattato, non un libro, e nemmeno il capitolo d’un libro; deve riuscir breve, ordinata, briosa, efficace, tenere attento l’ascoltatore, avere le proprietà di una eloquenza amabile, d’un conversare alto e cortese, succoso e sfavillante; talchè, sebbene il Giurì non assegnasse il premio a certe Conferenze, che per la ricchezza della materia, e anche per la dottrina, riescano alla lettura più istruttive di quelle premiate, ciò deve spiegarsi col criterio sopra indicato.
Il Giurì pertanto assegnò il premio maggiore alla signora Ida Baccini, che tenne a sè l’uditorio attentissimo per il modo vivace nel trattare il proprio argomento, Le maestre e le educatrici. Toccò materie delicate con finissimo garbo e meritò spesso i più vivi applausi, ora col frizzo arguto, ora co’ cenni sagaci dell’ideale nell’insegnamento e nell’educazione conveniente alla donna; sicchè il trasporto suscitato nel pubblico si comunicò ai giudici, che pregia-«references/»