Pagina:La donna italiana descritta de scrittrici italiane, 1890.djvu/260

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mie braccia, e debole creatura qual sono, ti salverò sempre ti salverò perchè t’amo, ti salverò perchè mi sento onnipossente nell'amarti I

E se l’uomo crede a questo slancio, se l'uomo invece di schernirlo, invece d’accogllerlo con l'indifferenza delle inutili cose, l'accetta, lo valuta, l’intende, anch’egli verrà spesso rigenerato dalla donna amante. Si sentirò anch’egli accompagnato in tutte le sue azioni da un’idea rosea, da un astro che non tramonta, da una fata protettrice che non l’abbandona mai. E quest’idea, quest’astro, questa fata si rendono sempre il genio del bene di contro a quello del male. E l’uomo, pur dominato da certe tendenze ribelli, da certi impeti grossolani e non mai saputi domare, non può non sentire quell’altro dominio, indomato anche quello, ribelle pur anche, ma soave nella sua indomita natura, dolcissimo nell’amorosa ribellione, perchè la ribellione e l’indomato sentire, non sono che amore, e, quasi sempre, amore è bene, amore è pietà, amore è sospiro di virtù.

E qui sarebbe superfluo ch’io ricordassi l’età cavalleresca, quando una parola di donna amante formava un eroe dell’amato! E non senza ragione, il grande esule di S. Elena chiamava sua stella la buona Giuseppina Beauhamais, che fu l'ispiratrice e la fecondatrice delle sue immense vittorie, e buon per lui sarebbe stato se da quella stella non avesse mai distolto lo sguardo! E non fu per il grande ascendente che Teodolinda ebbe sul suo consorte Agilulfo, che i longobardi abbandonarono l'Idolatria e l’Arianesimo e si resero più miti e più civili? L’atto di Cleopatra, che fugge con le sue navi sul più bello della pugna, fu la rovina di Antonio e la fortuna di Augusto; ma le nobili parole di Teodora «la reggia è glorioso sepolcro da preferire a misero esilio, o a morte svergognata» salvarono il trono a Giustiniano, che, pure essendo uomo di gran mente, pensava a fuggire nella nota contesa de’ Turchini e dei Verdi.

La donna in generale, con la divinazione che l’è propria, con l’abnegazione, con la sapiente preveggenza, maturata spesso nel silenzio e nella quiete della casa, con gli entusiasmi che la incitano a forti risoluzioni, si rende salvaguardia dell’uomo, e migliaia di esempi ci mostrerebbero la sua potenza sull’anima dello stesso: ma più della donna in generale, più della donna amica, della donna sorella, più ancora della donna madre, può sull’animo dell’uomo la donna amante.

Fin da bambina mi fu caro un adagio del mio paese, che non so veramente se sia solo circoscritto in quella piccola cerchia d’abi-