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Pagina:La donna italiana descritta de scrittrici italiane, 1890.djvu/401

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Sia la donna compagna e partecipe delle gloie e dei dolori dell’uomo non solo. ma anche delle sue aspirazioni, dei suoi pensieri, del suoi studi e dei suoi tentativi di miglioramento.

(Giuseppe Mazzini, Doveri dell’uomo).

utta la storia è li per attestare come la donna sia sempre stata, come la vuole l’illustre apostolo, compagna e partecipe delle gioie e dei dolori dell’uomo, dacchè ce la mostra seguendo questi dovunque e in qualunque condizione, sopportando con lui e più di lui privazioni e dolori, partecipando dei suoi trionfi e delle sue sconfitte: con lui incoronata oggi di fiori, coperta domani di cenere: con lui onorata sugli altari o precipitata negli abissi. Essa è stata la vera compagna dell’uomo quale Dio l’aveva creata; ha conservato fedelmente, attraverso i secoli, il posto che le era stato assegnato, senza mai abbandonarlo o trascurarlo, eccellendo sempre e sopratutto come moglie e come madre, tanto nelle barbarie quanto nelle primitive civiltà.

Nei tempi più vicini a noi, Vol avete sentito che cosa fosse la donna nei trecento, quando si formava l’idioma del dolce stil novo, che produsse i capolavori della nostra letteratura; l’avete vista nel Rinascimento gareggiare con i più dotti umanisti nello studio dei classicismo e delle più elette forme della letteratura, tentando di ripetere e di rinnovare i secoli di Pericle e di Aspasia; l’avete ancora vista nel settecento bamboleggiare e civettare pei vaghi boschi d’Arcadia.... e finalmente nel nostro secolo prender parte attiva ai principali rivolgimenti della nuova civiltà.