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Pagina:La donna italiana descritta de scrittrici italiane, 1890.djvu/46

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e si rammarica d'aver sommesso il collo sdegnoso al femmineo giogo. Pure l'usanza biasimata è in lui si fiera,

Ch'a patteggiar n'ardisce colla morte.

Dante vede le tempeste e le contradizioni umane sotto di sè; Petrarca le porta in cuore, e la purità dell'amor suo n'è talvolta rannuvolata. Quantunque le disposizioni dolcissime dell'ingegno e degli studj, e l'aura nuova de' tempi lo riconducessero alle plastiche formosità del più artistico paganesimo, d'animo e d'affetto volle rimanere cristiano. Fu però un cristiano ammalato d'oscitanze e d'irrequietezze, un cristiano che si aggirò co' bizantini nelle cripte sotterranee, non nelle ariose basiliche del trecento, traendo dalla fede, all'opposto dell'Alighieri, quanto è umanamente tetro, mortificante, sepolcrale. Dante nel suo cristianesimo scrisse sul labaro della Croce il Vexilla regis prodeunt, Petrarca vi scrisse il Dies irae. Teme la morte: vuole e disvuole: ama la gloria, la donna e Dio; ma non sa, come Dante, rendere armoniosi tra loro questi tre amori. In Dante tutto è sintesi organica: nessuna incertezza nel suo andare: ritiene di Farinata:

Nè mosse collo, nè piegò sua costa.

Benchè Beatrice, nella Vita Nuova, si distacchi dal vaporoso e uniforme coro delle donne angelicate, per il tenue rilievo, e per la spontanea, sebben rara, azione sua; tuttavia Laura è meno schiva e più umana di lei, nei portamenti e nell'aspetto. È più umana, perchè opera e parla più di Beatrice, e perchè più facilmente di Beatrice trova altre donne che la somiglino. Nella stessa idealità sua, erra tra i boschi di Valchiusa, s'immerge nelle chiare, fresche e dolci acque, riceve in grembo una pioggia di fiori dai rami ventilati, come una ninfa teocritea. E appena si muove un poco alla luce di quei nitidi e forbiti sonetti, intravediamo in lei anche qualche linea fuggevole della dama provenzale, dal costume rigido, dal sopracciglio altero, dal magnifico abbigliamento. Simon Memmi la ritrasse dal vivo: ma quando Dante, disegnatore egli stesso, cercò delineare sopra una tavoletta il ricordo di Beatrice, gli venne fatto il profilo d'un angelo.

Un inno a Maria chiude il Canzoniere, come avea chiuso il sacro Poema. Ma pare canto, gemito e preghiera di pentito e di