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Pagina:La donna italiana descritta de scrittrici italiane, 1890.djvu/47

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moribondo. E già, negli ultimi sonetti, l'immagine della morta amica invitava il poeta ai supremi riposi. C'è un verso che ne riflette tutto l'animo:

e quel' altera,
Tacito, stanco, dopo sè mi chiama.

Sentiva che la fine del Canzoniere segnava la fine della sua più durevole e più geniale operosità. Egli era nato per il Canzoniere, come Dante per la Commedia. Dante, dopo la morte della donna gentile, si rileva più valoroso e gagliardo. Tenta l'opera del Convito, filosofica e poetica insieme, e, ben consigliato, l'abbandona. La visione lo attrae nelle sue spire sideree, l'amore lo sprona, l'ingegno meditante gli suggerisce l'unica forma del suo poetare. La vita vera di Dante comincia da un amato sepolcro; la vita di Petrarca si chiude in un amato sepolcro.

E dopo costoro, quale idealità femminea rimase nei canti? Che orma di Beatrice nell'arte?

Petrarca ebbe imitatori, Dante no. Ma nelle frigide eleganze dei petrarchisti langui l'idealità e l'amore. Furono come quei gessi opachi e volgari, che per forme consumate e stanche replicano senza fine la Venere Medicea e l'Ebe del Canova. Catullo e Virgilio ridiscesero per poco nelle fiorenti stanze del Poliziano, e parteciparono ai paesaggi, alle cacce, e a Simonetta le loro più idilliche grazie. Ma quasi tutto fini li. I poeti cinquecentisti amarono con cuore fievole o voluttuoso, quantunque avessero gli occhi molto bene aperti a tutte le altre gagliarde e splendide manifestazioni artistiche del loro tempo. Lascio in disparte i poemi dell'Ariosto e del Tasso. Le loro incantatrici, le guerriere, le stesse donne innamorate, che fantasticamente s'aggirano per i cicli del romanzo e della leggenda, non appartengono propriamente ai veri canti d'amore. Ma la sincerità del sentimento e l'imitazione dell'ingenua natura, che s'erano dileguate dalla poetica col petrarchismo, sempre più le si fecero straniere col seicento; nè giovò a richiamarle l'artificiata semplicità dell'Arcadia. L'Alfieri, il Parini, il Foscolo, redensero l'arte delle arcadiche vacuità e sonnolenze, non l'amore, perchè poco se ne Occuparono. Il Manzoni ne trasse qualche viva scintilla dal cuor suo, e creo quella dolce Ermengarda, italiana sorella delle bionde anglosassoni Cordelia, Giulietta, Imogene, Ofelia e Tecla. Il Leopardi,