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IV.
La prima luce del cristianesimo purificò, dunque, l’amore nel cuore della donna italiana, e riformò necessariamente i costumi della società nuova.
Ma la luce si avvivava sempre più e la donna scopriva nuovi e più vasti campi, ov’ella potesse esercitare la sua azione rigeneratrice.
Anch’ella sorse dal seno della più alta società romana, questo nuovo tipo di donna, la quale, erede del testamento di Cecilia e di Agnese, lasciò un altro nobile legato alla donna italiana, quello di nobilitare e rialzare e spronare l’ingegno dell’uomo.
Ella si chiamava Paola, ed era della stirpe dei Gracchi e degli Scipioni, ed erede di Paolo Emilio da cui le venne il suo nome di Paola.
Tutto il romano orgoglio, la romana opulenza, unita alla più perfetta felicità domestica, ed all’ammirazione che destava, nell’alta sfera della sua società, la incomparabile bellezza, l’ingegno ardito, lo spirito brillante di lei, avrebbero fatto ascendere una donna pagana al più alto grado di superbia e d’alterigia: ma Paola era cristiana, e tutto le fu incentivo ed aiuto al gran pensiero che germogliò nel suo spirito.
Ella era dotta e versata nelle due letterature, greca e latina; ma undi, studiando la Bibbia, s’imbattè in alcune frasi ebraiche d’importante ma contestata interpretazione: le venne allora il desiderio d’intraprendere il formidabile studio dell’ebraico, e col suo acuto ingegno, in piccol tempo, lo parlò e l’intese correttamente. Letti nel loro idioma natio, i libri sacri sfolgorarono una bellezza ed una forza nuove alla mente di lei.
A quel tempo essendo declinata l’antica e sana cultura greca e latina, dopo aver toccato il fastigio più alto a cui può sollevarsi l’ingegno umano, senza aiuto di lume sovrannaturale; e qui in occidente, essendo ancora ignota nelle sue fonti la dottrina rivelata, era un caos pieno di tenebre, dalle quali sorgevano scuole e sistemi filosofici, ed eresie di ogni sorta, che mettevano scompiglio nelle menti e ceppi a qualunque vero progresso intellettuale.
Paola intese immediatamente, cioè ebbe l’intuito che propagando e rendendo facile la lettura delle sacre carte, in una più fida versione latina, l’alba della nuova cultura, i principii della vera scienza, la più splendida delle letterature sarebbe data all’Italia. Da quel giorno, la forte e santa donna non ebbe altro pensiero,