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altra cura, che eccitare il genio, spronare la volontà, accendere il desiderio, aiutare in ogni maniera il suo gran maestro S. Gerolamo, fino a che egli ebbe, con le sue versioni ed esposizioni, aperta un’èra nuova a questa parte così rilevante e fondamentale della letteratura cristiana.
È certamente un altissimo vanto per noi donne italiane il potere affermare con verità, che da una donna italiana mosse l’impulso a quella cultura che, in occidente, doveva pigliare il luogo dell’antica e sorpassarla. Ella ebbe chiara visione del vanto di questa nuova letteratura sulle antiche, il quale consiste appunto, com’ella lo intese, nella unione della Scienza con la Teologia, della Ragione con la Fede, del naturale col sovrannaturale.
È certo un bel vanto il poter dire che tutti i grandi ingegni che sorsero dal seno della civiltà nuova, Agostino, Tommaso di Aquino, Dante e tanti altri gloriosi devono tutti una certa gratitudine ad una donna; ma nel tempo stesso considerando la qualità della dottrina di Paola, e come ella si servi di essa e del suo ingegno per farsi discepola ed ispiratrice di quella scienza che non corrompe, ma purifica ed edifica, mi accorgo a quai patti è permesso alla donna di entrare nel campo della filosofia, della scienza, delle lettere e delle arti: e con qual mezzo ella può divenire veramente stimolo al progresso della cultura e della civiltà.
V.
Il nome di Dante, (che mi è venuto spontaneo sulle labbra, dell’uomo cioè che concepì e lumeggiò la divina figura di Beatrice, mi fa sorvolare una storia di circa otto secoli, e mi ferma innanzi ad una celeste figura di donna, gloria della cristianità e dell’Italia, che nacque nel secolo in cui Dante scrisse e mori. Non è già che in tale spazio di tempo non potessimo ricordare nomi di gran sante e grandi donne, che abbiano continuata l’opera della rigenerazione della società italiana; ma il tempo stringe, e la forma speciale della loro santità, le avvolge di un mistico velo, che ci fa troppo difficile e forse poco opportuno il parlare di loro degnamente.
Però il cammino ascendente che la donna ha fatto nella stima universale in questo tempo che per brevità, passo sotto silenzio, si può argomentare dalla sommità in cui vediamo collocata la gran donna del secolo decimoquarto. Tutti intendete che alludo a Cate-