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Pagina:La donna italiana descritta de scrittrici italiane, 1890.djvu/99

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rina da Siena. Solo a contemplare questa donna mi sento esaltata e scoraggiata; tanta è la sua altezza e la luce che ella spande dalla sua persona. Una mente vasta sovra ogni altra, un ingegno profondo e versatile, un gran cuore, ed una intelligenza dei misteri spirituali che riempiono la vita intima dei santi, bisognerebbe a chi volesse ritrarre, con mediocre fedeltà, la grandezza di lei! Tanti sono i suoi meriti con la religione, e con la civiltà, con la Chiesa e con la Nazione, cosi alte e benefiche le opere sue, che basterebbe una piccola parte a far glorioso e benedetto qualunque nome di uomo!

Ella menò vita solitaria e lontana, si può dire, da ogni consorzio umano fino al diciottesimo anno. Questo però non fu un vuoto ed una inerzia del suo spirito; ma apparecchio alle straordinarie imprese compiute nel rimanente di sua vita, non lunga. Meditando sulle proprie passioni e sui moti del suo cuore, acquistò quella profonda conoscenza del cuore umano, che rese più tardi così efficace la sua parola, che colpiva sempre nel segno.

Dalla vittoria che riportò sui proprii istinti e sulle potenze inferiori, sicchè ella nel fiore di giovinezza si tramutò in un essere tutto spirituale, ebbe coscienza della forza del suo carattere nel volere il bene.

Due volte, durante gli anni del suo ascondimento, appariscono a noi segni di questa sua virile forza di volontà: una volta quando si recise i bellissimi e lunghi capelli, per torre ai suoi ogni speranza di darle marito; e poi quando si tuffo nelle acque sulfuree bollenti, per isfuggire ai pericoli di quei bagni mondani dove l’avevano condotta. Da quella vita ascosa, la trasse un impeto di pietà verso i suoi concittadini colpiti dal flagello di quella tremenda peste, cosi efficacemente descritta da un gran prosatore italiano. La carità vinse in lei ogni altro sentimento, e la giovinetta bella, timida, inesperta, non ebbe più timore nė ritrosia di trovarsi in contatto degli uomini e franca, risoluta, sola, corse per la città, per le campagne, di e notte, assistendo gente di ogni età, di ogni condizione, disprezzando ad un tempo i vigliacchi consigli di prudenza dei parenti, i sospetti e le calunnie dei tristi.

Onore a te, o valorosa giovinetta, che inalberasti per la prima quel nobile vessillo di carità, al quale accorrono da quel di, con islancio di caldo entusiasmo, fanciulle timide ed inesperte, che la carità trasforma in eroine di coraggio virile e di prudenza senile.

Lanciata così in mezzo al mondo, ella conobbe la società e fu conosciuta da essa. A lei ne venne una infinita pietà dei mali mo-