Pagina:La lettera di G. Boccaccio al Priore di S. Apostolo.pdf/14

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buche, quasi a mezza notte, a me, vecchio ed affaticato, è assegnato, acciochè insieme col mio fratello mi riposassi.» Può darsi imbroglio maggiore? Ma tuttavia, se non erro, ecco la lezione se non certa, almeno più ragionevole: Per tuo comandamento (già tenendo noi mezzo novembre, ed ogni cosa essendo aggranchiata per l’aere fresco e contratta, e, stante la pestilenza, intorno ogni cosa temendo) sopra il solaio di sasso uno letticiuolo pieno di capecchio, piegato e cucito in forma di picciole spere ed in quell’ora tratto di sotto a un mulattiere, e d’un poco di puzzolente copertoio mezzo coperto ec., a me vecchio e affaticato è assegnato, acciocchè insieme col mio fratello mi riposassi.

Pag. 7. «Forsechè non più splendidamente ad Alba per addietro fu Perseo da’ romani, e da’ tiburzi Siface, per addietro chiarissimo re, allora prigioni, ricevuti sono.» Emenderei: Forsechè non più splendidamente ad Alba Perseo da’ romani, e da’ tiburti Siface, per addietro chiarissimi re, allora prigioni, ricevuti furono.

Pag. 8. «In questa medesima sentina al disorrevole letticciuolo si aggiugne l’ordine domestico de’ desinari.» Vuole il senso che scrivasi, si aggiunse.

Ivi. «A quelli che in quella casa reale entravano, tessuta di travi dorate, coperta di bianco elefante, (trista battaglia con le cose contrapposte al vedere, al gusto ed all’udito!) si vedeva in un canto una lucernuzza di terra con un solo lume mezzo morto; ed a quello con poco olio, della vita trista è continua battaglia!» Qui tutto è spro-