Vai al contenuto

Pagina:La musica e il film.djvu/13

Da Wikisource.

la musica e il film 15


Inoltre quello che importa considerare nella musica per cinema non è tanto la qualità dei timbri e del rendimento acustico (tutte le esperienze fatte si possono riassumere col dire che, data l’ampiezza limitata del campo sonoro della pellicola, occorre evitare i «fortissimo» e i «pianissimo», come i suoni troppo acuti o troppo gravi), quanto il genere di musica più idoneo ad essere associato alla visione cinematografica. Questa musica non deve essere polifonica o sinfonica, ma piuttosto lineare, fatta di temi incisivi e caratteristici, frammentaria e impressionistica, poi che lo svolgimento tematico non si presta a seguire il rapido succedersi delle immagini sullo schermo. Analogamente nella strumentazione gli impasti orchestrali risultano meno dei timbri puri di certi strumenti, che possono avere un enorme valore suggestivo.

Ma un principio importante da osservare è inoltre la durata della musica, considerato il fatto che la musica normalmente ossia nello spettacolo teatrale, è assai più lenta della parola nel rendere uno stato d’animo. Questa antinomia fra la visione e la musica si acuisce nel film per il fatto osservato che la visione cinematografica è notevolmente più rapida della realtà, e mentre nel teatro la musica può essere misurata a minuti, nel cinema va misurata a secondi.

Di qui un dissidio continuo fra il regista e il musicista. Il regista trova di solito che la musica è troppa e taglia senza riguardi di sorta alle proteste del collaboratore. Ora in massima bisogna dire che il regista ha ragione. Perchè non bisogna dimenticare che nel film il musicista è subordinato al regista, nella stessa misura che nell’opera il librettista è subordinato al musicista. Ma i limiti di qualsiasi genere non sono mai dannosi alle espressioni artistiche. Il cinema pertanto, lungi dal nuocere alla musica, può determinare un nuovo genere che per il vigore plastico, l’intensità espressiva e il senso coloristico possa fondersi alla visione o emergere su di essa. Crediamo dunque che si possa parlare di una musica da cinema, senza alcun senso dispregiativo, come si parla di musica da teatro o da concerto.


Per non restare nel campo teorico, a dare un esempio di quello che debba essere la funzione della musica nel film normale citeremo il commento musicale di Max Steiner al film Traditore (The informer). La musica in questo film pervade tutta l’azione da capo a fondo e non si arresta che ai dialoghi, quando non continua sotto i dialoghi stessi. La maggior parte dei rumori realistici inutili e inespressivi è bandita e