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| 6 | s. a. luciani |
Le due battute seguenti sono tradotte da un raggio di luna che rende immateriali i cori, gli stalli e l’altare, inondati da una misteriosa luminosità. Una strana aurora si leva su questo santuario, e l’idealizza, ma senza precisarlo. «Una corona translucida di meduse si accende dolcemente intorno all’altare, come i ceri si accendono prima della messa». Al momento in cui il ritmo si gonfia, si sente salire sullo schermo «un vasto clamore di folla e di mare...; su di un pavimento color chiaro di luna, delle cappe nere sfilano verso il portale..; ondeggiamento di organo e di campane...; dei grandi pesci spauriti sfilano come tratti di luce nelle acque cupe...».
Le battute seguenti ci fanno vedere dei penitenti che invadono la chiesa con un fervore mistico: «Essi cantano tutti con gli occhi chiusi, la bocca aperta nelle loro facce di avorio». Poi è la messa prodigiosa... Un senso di forza, di vastità, di serenità e disperazione. Questo pensiero è concentrato nel suonatore di organo, magro, inquietante, con i capelli lunghi, neri. Egli suona con gli occhi chiusi, con una passione che curva sui loro inginocchiatoi i peccatori, che schiaccia l’angoscia dei peccati innumerevoli... L’organo li piega e li raddrizza come fa vento d’uragano su di un campo di grano... In dodici battute tutto questo quadro è chiaramente riassunto per tocchi lenti e fuggevoli che le «dissolvenze» rendono più pieghevoli e persuasivi. L’organo si calma, si fa un poco di serenità. Ad un tratto appare sul pulpito un prete implacabile. Egli è «grande, duro, come una figura di pietra, sotto un cappuccio orlato di ermellino». È l’inquisitore di Paolo Laurens. Egli vaticina sopra l’innumerevole folla dei penitenti inginocchiati, poi, come le modulazioni l’esigono, egli s’addolcisce fino a benedire.
Un breve silenzio misterioso. La messa d’espiazione termina. L’ufficiante all’altare apre le braccia e congeda i fedeli. Sprofondamento lento dei morti e della cattedrale sotto le pieghe gravi del mare onnipotente.
«Sonorità visuali smorzate». Due battute ci mostrano i due piloni immateriali che spariscono a loro volta, e sotto le ultime quattro battute grevi e misteriose è il mare infinito che innalza un picco — che i flutti coprono e scoprono — «un picco teso come una preghiera supplichevole verso il cielo nuvoloso».
L’invenzione del sonoro che permette di realizzare il più perfetto sincronismo tra la musica e l’immagine ha permesso che sorgesse un genere originalissimo di cinema musicale, il quale è costituito dalle famose Sinfonie Colorate di W. Disney. I disegni animati non sono