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Pagina:La musica e il film.djvu/5

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la musica e il film 7

cosa nuova, chè anzi sono apparsi sin dagli inizi del cinema. Quello che ha dato loro nuova vita e che costituisce la loro profonda originalità, è il più perfetto sincronismo dei movimenti delle immagini con la musica. Perchè in essi la musica non accompagna l’azione ma determina in modo preciso tutto il gioco di essa. È superfluo ricordare i soggetti di queste sinfonie colorate, di un umorismo e di una grazia inimitabili. Diremo soltanto che se il cinema sonoro non dovesse produrre altro, avrebbe già prodotto abbastanza. Chè queste sinfonie colorate sono l’espressione più moderna e più perfetta di tutta l’arte meccanica.

Prescindendo da questo genere, si sono fatti altri tentativi per dar corpo alle visioni generate dalla musica. Il Retenfeld ha messo in scena fra l’altro L’apprenti sorcier di Paul Dukas. Ed ha avuto successo una breve azione su la Blak and tan Fantasy di Duke Ellington. Nel primo saggio la trama è poco aderente alla musica, nell’altro la realizzazione scenica che si svolge sul palcoscenico di attori negri resta al disotto delle suggestiva musica cui s’ispira. Più interessante è il saggio dato da W. Ruttmann con il breve film In der Nacht, composto sulla musica omonima di Schumann, nel quale con un sapiente montaggio di scene naturali sono rese addirittura visibili le più lievi inflessioni musicali.

Valendosi non di elementi naturali ma di elementi pittorici e di deformazioni surrealiste, l’Alexejeff ha realizzato un film sulla musica del poema sinfonico Notte sul Monte Calvo di Mussorgsky. Ma la più compiuta realizzazione di visioni determinate dalla musica è stata fatta da Max Reinhardt nel Sogno di una notte di mezza estate nella scena del notturno e dello scherzo in cui la musica notissima di Mendelssohn il regista ha realizzato compiutamente sullo schermo in uno scenario naturale i principi che informano i balli russi.


Ma circa i rapporti fra la musica e l’immagine occorre fare alcune osservazioni. La musica è fatta di vari elementi dei quali ciascuno può essere preponderante. Essi sono il ritmo, la melodia, l’armonia e il colore strumentale. Quando prevale il ritmo, esso determina i movimenti euritmici della danza o della marcia; a sua volta la melodia, che costituisce l’elemento specifico della musica e quello puramente umano, può determinare, come ha documentato A. De Rochas con fotografie di soggetti ipnotizzati sotto l’azione di date musiche, il gesto espressivo; l’elemento armonico infine e quello coloristico possono suggerire nell’ascoltatore dei paesaggi, che d’altra parte secondo la famosa definizione di Amiel, non sono che degli «stati d’animo».