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160 giornale dell'ingegnere













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La prima corsa di prova sul tronco di ferrovia Coccaglio-Bergamo-Treviglio

L’aprimento di un nuovo tronco di strada ferrata, che le corse di prova fanno presentire oramai prossimo ad avverarsi, sarà sempre un evento della maggiore importanza per le città ed i paesi che vi sono i più direttamente interessati, e che entrano così a far parte del nuovo indirizzo che quelle rapide correnti del moderno progresso van preparando sulle future sorti delle città e dei paesi medesimi.

E tali sensazioni doveano provarsi da noi senza dubbio più intense, perchè finalmente dopo tante male augurate lunghe e quasi eterne incertezze, e dopo i corsi pericoli di minacciato isolamento, Bergamo può finalmente dire di avere raggiunto quello che ci era pur dovuto non foss’altro a premio della sempre lodabile costanza e della insistente assiduità a questo intento dai nostri Rappresentanti spiegata. Siccome poi d’altronde con questo tronco, o bene, o male ideato che sia, si compie l’unione Venezia-Milano da tutti attesa, così veniva
accolta dal pubblico aggradimento, di cui si facea interprete anche la stampa periodica.

Infatti nella Gazzetta Ufficiale degli scorsi giorni, e nell’Eco della Borsa troviamo appunto fatto cenno della detta corsa di prova del tronco Coccaglio-Bergamo-Treviglio avvenuta il giorno 23 dell’ora scorso agosto.

In quell’articolo della Gazzetta Ufficiale però non si fa parola che della piena e perfetta riescita dell’opera e della corsa; e quasi per scansarsi da ogni esposizione tecnica in argomento si va narrando con puerile lepidezza di ostentata ingenuità l’episodio occorso, a sensi di quell’articolo, quasi per coronare della più brillante tinta la solenne rappresentazione della grande epopea inaugurale.

E già che mi viene così fatta occasione, mi permetterò di prendere appunto le mosse da quell’incidente per tracciare una succinta rassegna tecnica di questo nuovo tronco di strada ferrata, ed in ispecialità del tratto Bergamo-Treviglio.

Premetto quindi che era anch’io di quella spensierata comitiva che si attentò di libare un piacere, che dovea almeno per metà essere a noi proibito.

Io però più che da spensieratezza o da vaga curiosità era sospinto a quella corsa dal vivo desiderio di vedere e di apprendere; e da un proposito ancora più specificato, quello cioè di farmi ragione, se era possibile, di un controsenso tecnico intorno allo sviluppo altimetrico dato a questa strada, e che ne risultava dall’assieme delle opere elevate nei dintorni di Bergamo.

Infatti l’induzione pareva semplice: Treviglio trovasi di oltre centoventi metri al disotto di Bergamo, e donde ne viene invece che sopra questo livello di tanto più elevato della nostra città noi vi troviamo fatta aggiunta di un enorme rialzo di altri metri otto? Ecco quello che io voleva trovare a me stesso giustificato in via tecnica, e che era appunto ansioso di vedere.

Ma pur troppo se era forte l’impazienza di quella verificazione, fu ancora più la sorpresa quando ebbi a riscontrare che il tronco percorso Bergamo-Treviglio su tutta l'in-