Pagina:Laerzio - Vite dei filosofi, 1842, I.djvu/146

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socrate. 115

di Archelao, peregrinasse a Samo afferma Ione da Chio, ed a Pitone, Aristotele; così parimente all’Istmo, secondo Favorino nel primo de’ Commentarii.

VIII. Era di animo fermo e democratico, siccome è palese e dal non aver ceduto ai seguaci di Crizia, i quali gli ordinarono di condurre innanzi a loro Leonte da Salamina, uom ricco, per farlo morire, anzi di aver dato ei solo il voto in favore dei dieci generali, e dal non aver voluto, potendo, fuggire ei stesso dal carcere; e rimproverati quei che piangevano per lui; e stando in catene, tenuti ad essi bellissimi discorsi. Era frugale e venerando.

IX. E una volta ad Alcibiade che gli offeriva, come racconta Pamfile nel settimo dei Commentarii un sito spazioso perchè vi fabbricasse una casa, disse: E s’io abbisognassi di scarpe, e tu mi dessi il cuoio perchè facessi le scarpe a me stesso, sarei ridicolo ricevendolo. Spesso agguardando alla moltiplicità delle cose che si vendono, diceva tra sè: Di queste cose io non ho bisogno. E del continuo andava ripetendo quegli iambi:

     L’argenteria, la porpora son cose,
     Utili alla tragedia e non al vivere.

Spregiò altamente anche il macedone Archelao, e Scopa cranionio ed Euriloco di Larissa, non ricevendo danari da essi, nè andando da loro. Era sì regolato nel modo di vivere, che avvenute molte pestilenze in Atene, ei solo non infermò.

X. Dice Aristotele aver egli menato due donne: pri-