Pagina:Laerzio - Vite dei filosofi, 1845, II.djvu/71

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annotazioni 59

tolse da prima alla filosofia socratica quel principio di sviluppato da Platone, che il sommo bene dell’uomo consiste nella virtù, o rassomiglianza con Dio. Poi partendo da quest’idea che Dio è sommamente indipendente, fece consistere la virtù in un’orgogliosa indipendenza da tutte le cose esteriori. Tutto ciò che poteva impedire quest’indipendenza doleva essere disprezzato e rejetto dal sapiente: quindi il suo disprezzo non solo per i piaceri e per la riputazione, ma ancora per le convenienze sociali, gli usi più rispettabili, e per le teorie scientifiche, ch’ei respingeva come un ammasso di sterili sottigliezze. Così mentre Platone facendo consistere, come lui, il sommo bene nella virtù, cercava di ricondurre ad essa armonicamente tutti gli elementi della natura umana. Antistene sagrificava la natura umana a un’idea di virtù, che in fondo altro non è che la selvaggia esaltazione dell’egoismo.“ — De Salinis ec.

IV. Il discorso è quello che dichiara ec. — „Questa definizione del λόγος, che si dice aver data prima Antistene, non è per sè stessa suscettibile di alcuna interpretazione.“ Ritter.

Più presta pazzo che voluttuoso. — Quest’esagerazione che gli è posta in bocca è contradittoria, osserva Ritter, di altre tradizioni, copie allorquando gli fanno dire, che non si deve correr dietro ai godimenti che indeboliscono e snervano l’anima, ma curare soltanto quelli che derivano dal travaglio e dall’attività, e quindi essere un bene la fatica e il dolore, in quanto conducono ai piaceri sani, alla libertà, alla virtù ec.

Di un libretto nuovo, risposegli ec. [testo greco]. — Ogni grazia di questo molto e di alcuni successivi sfugge nelle versioni. [testo greco], staccato, significa e cervello, giudizio, mente; [testo greco], unito, nuovo. Il perchè Antistene dicendo ad un giovinetto, che per venire a scuola avea mestieri di un libretto