Pagina:Lanthropologiadi00capr.djvu/111

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LIB. II.

Et colui veramente felice si deè riputare, che nascendo, et non essendo subito estinto, quietamente, et senza alcuna violenza si muore. Hora adunque questo corpo cosi frale, et infermo; et che à tanti errori si lascia trascorrere, non so perché l'huomo con tanto studio et diligenza s'affatichi non solamente di pascere, et nodrire, ma di coprire et ornare. Nel che la Natura certo s'è mostrata ingiusta matrigna; havendo à gli altri animali à chi dato il cuoio, à chi il pelo, à chi le setole, à chi le scaglie, ad altri varii coprimenti et scudi contra le pioggie, le nievi et tempeste, contra il Sole, il caldo, il verno, il giaccio, et le brine: et l'huomo che di tutti è stimato più degno, creato povero, et ignudo contra la ingiuria di tutte queste cose. Non gli ha, disse il Musicola, poscia dato l'ingegno, et la ragione, per schermarsi dalla forza di tanti et tali avversari? et per provedere à suoi bisogni? Egli e vero, rispose messer Lancino, che gli ha dato l'ingegno, per saper difendersi dalle cose nocive, et riparare alla povertà; ma pochi nondimeno sanno guardarsi da molti casi, che ogni giorno ci occorrono. et rari ancora sono i ricchi: et quelli rari spendono si mal le ricchezze, che poca laude è mio giuditio ne rapportano. et non so se più tosto biasimo si debba dargli; che possendo cosi facilmente provedere alle sue necessità co velli delle pecore, colle pelli d'altri animali, con l'abbondanza del canope, et del lino: delle quali cose in ogni paese si truova coppia: non contento del provedimento della Natura, niuna cosa gli piace, che con pic-