Pagina:Lanthropologiadi00capr.djvu/47

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LEB. I. 21

Prencipi, de capitani, de vincitori, de domatori de mostri non si stenderebbe oltre à cinquanta, ò cento anni, se le lettere non gli conservassero immortali. Primieramente adunque furono ritrovate per conservare quello, che la memoria non era bastante à mantenere lungamente, dapoi l'intelletto, e 'l giuditio degli huomini tra 'l parlare degli uni, et degli altri grandissima differenza conoscendo, compose le regole del parlar correttamente, et conseguentemente dello scrivere, et questa scienza la chamarono Grammatica da gli elementi dell'Alphabeto, senza quali non si puo' cosa alcuna in parole, ò in scrittura isprimere. Et avegna che sia dottrina de cominciantiù, pur e' di grandissima utilita' et gioconda percioche senza essa non si potrebbe apprender la cognitione dell'altre cose. Et sono stati molti che hanno consumato lunghi tempi negli studi di detta dottrina; et ne hanno famoso nome rapportato, Prisciano, Diomede, Asconio, Catone, Varrone, i quali hanno scritto della lingua latina et cose pertinenti à grammatici. Et quelli che hanno pigliato cura di dichiarare gli oratori et poeti, Donato, Servio, Acrone, Porphyrio, Vittorino, Cornuto, Terentiano, et molti altri, che hanno dato luce alle buone lettere, si sono resi contenti del nome di grammatici. Doppo' questa segue la Rhetorica, la quale come che dalla predetta scienza habbia havuto principio, cosi ha il fine piu degno, et piu fruttifero, percioche ricercando i grammatici solamente il parlare, et scrivere correttamente, i rethorici hanno havuto piu degna et migliore consideratione, cioe' ch'el suo parlare appò gli ascoltanti sia