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| 56 | pietro kropotkin |
luminazione elettrica, ed anche i pronostici meteorologici, che realmente meritavano d’esser dichiarati non scientifici nell’epoca in cui vennero lanciati per la prima volta da Mathieu de la Drôme, eccellente osservatore delle stelle cadenti, o dall’ammiraglio Fitzroy, vecchio lupo di mare.
Inutile dire che v’è un certo numero di casi nei quali la scoperta o l’invenzione non fu che l’applicazione di una legge scientifica. Per esempio, la scoperta del pianeta Nettuno. Ma nella maggioranza assoluta dei casi, la invenzione o la scoperta comincia col non essere affatto scientifica. Essa è assai di più nel dominio dell’arte, — poichè l’arte prevale sempre sulla scienza, come fu sì ben dimostrato da Helmholtz in una delle sue conferenze popolari. Soltanto quando l’invenzione fu fatta, la scienza entra in giuoco, per interpretarla. È evidente che ogni invenzione trae profitto dalle conquiste anteriori e dai metodi esperimentati della scienza. Ma nella maggior parte dei casi l’invenzione fa un salto nell’ignoto ed apre all’investigazione scientifica tutto un nuovo campo di ricerche. Quel carattere della invenzione che consiste nell’aumentare l’estensione delle cognizioni umane, invece d’accontentarsi di applicare le leggi note, permette di assimilarla alla scoperta, in quanto è un’operazione nello spirito, e ne risulta che gli uomini lenti ad inventare sono anche lenti a scoprire.
Nella maggioranza dei casi, l’inventore, quantunque ispirato dallo stato generale della scienza in un dato momento, parte soltanto da un pic-