Pagina:Le Rime di Cino da Pistoia.djvu/299

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RIME

Termini col suo colpo, e ’l mio furore;
Ch’ove ch’io vada il sentirò minore.
40     Null’altra via nïun altro conforto
Mi resta più che morte alla mia doglia.
Dàllami dunque omai:
Pon fine, Amor, con essa alli miei guai,
E ’l cor di vita sì misera spoglia.
45Deh fallo, poi ch’a torto
M’è gioi’ tolta e diporto!
Fa’ costei lieta, morend’io, signore,
Come l’hai fatta di nuovo amadore!
     Ballata mia, se alcun non t’appara,
50Io non me ’n curo, per ciò che nessuno
Com’io ti può cantare.
Una fatica sola ti vo’ dare;
Che tu ritruovi Amore, e a lui sol uno
Quanto mi sia discara
55La trista vita amara
Dimostri a pien, pregandol che ’n migliore
Porto ne ponga per lo suo valore.




VIII


     Deh lassa la mia vita!
Sarà già mai ch’io possa ritornare
D’onde mi tolse noiosa partita?
     Certo io non so, tanto è ’l disio focoso
5Che io porto nel petto
Di ritrovarmi ov’io, lassa!, già fui.
O caro bene, o solo mio riposo,
Che ’l mio cor tien distretto,
Deh! dilmi tu; chè ’l domandarne altrui
10Non oso ne so cui.
Deh, signor mio, deh fammelo sperare,
Sì ch’io conforti l’anima smarrita,
     I’ non so ben ridir qual fu ’l piacere
Che sì m’ha infiammata,


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Rime di Cino da Pistoia e d’altri del sec. XIV.

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