Pagina:Le Rime di Cino da Pistoia.djvu/353

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RIME

     Da poi ch’ella è così dal capo al piede
Ripiena di bellezza, io come lieto
Dirò che Policleto
64Non la potrebbe disegnar più bella.
     E sopra ogni altra donna ella favella
Dolce benigna, pulito, appuntato;
E non le segga a lato
68Chi non è come lei pien d’onestade.
     Alquanto ella par donna di beltade
Negli atti e modi suoi tanto donneschi,
Che par che di lei eschi
72Quanto esser può in donna leggiadrìa.
     E quando vegga l’altre per la via.
Piglia l’andar soave; e come grue
Va sopra sè; e piùe
76Va pellegrinamente d’un falcone.
     Ed ha sempre con seco ogni stagione
Sì dolce e vaga e bella contenenza,
Che d’ogni riverenza
80La fa parer sopr’ogni donna degna.
     E non pur la prudenzia in costei regna;
Ch’ella è costante benigna e temprata,
Che par ch’ella sia stata
84Sempre governator di tutto il mondo.
     La magnanimità può ire al fondo
Certo non mai, mentre che ella vive:
Però chi di lei scrive
88Può largo dir ch’ella ne sia sostegno.
     Or pensa tu, lettor, s’hai fior d’ingegno,
Se questa donna è bella e dilettosa
Sottile ed ingegnosa,
92Nè puossi con ragione appor nïente.
     A questo poss’io dire arditamente,
Che di qual donna maggior fama vola
Costei per se la ’mbola,
96Occupando d’ogni altra il favellare.
     Ed io mi posso più d’Amor lodare
Che nïun altro amante che mai fusse,
Da poi che mi condusse
100Amar la donna d’ogni donna donna.


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