Pagina:Le antichita Romane (Piranesi)-1.pdf/31

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157. Avanzi sotto la Cappella di S. Antonio di Padoa, delle sostruzioni della Rocca Janiculense, fortificata e racchiusa dentro di Roma da Anco Marcio col di lei più antico circondario notato nella presente Topografia generale colla lett. A coerentemente alle relazioni di T. Livio nel 1, e di Dionigi d’Alicarnasso nel 3. In questi avanzi si ravvisa peranco parte dell’opera reticolata: maniera di costruire che da ciò si deduce essere stala antichissima.

158. Ponte Ferrato, fabbricato da Valentiniano, Valente, e Graziano. Questo si dimostra nel Tomo IV dalla Tavola XXI sino alla XXIV.

159. Estremità dell’isola Tiberina, ove appariscono gli avanzi di una porzione di Nave di Travertini costruitavi anticamente in memoria della favolosa Nave che trasportò ivi il Serpente d’Esculapio da Epidauro. Alla stessa estremità sono aderenti gli avanzi dei Tempio della detta deità. Le memorie antiche che inoggi restano in quest’Isola si dimostrano nelle Tavole XIV e XV del Tomo IV.

160. Si nota la separazione in due parti dell’Isola Tiberina, cagionata ne’tempi bassi dall’escrescenze del Tevere.

161. Alla estremità di questa isoletta, separata come sopra, si ravvisano gli avanzi delle antiche sostruzioni dell’Isola Tiberina, sulle quali era collocata la casa de’ tre fratelli Anicj; comeppure gli avanzi di un riparo fatto ne’tempi bassi alle ulteriori devastazioni dell’Isola, e costruito di macigni, travertini, e tufi tolti dalle accennate sostruzioni.

162. Ponte de’ Quattro-Capi, detto anticamente Fabrizio, perchè fu fabbricato nella decadenza della Repubblica da Lucio Fabrizio Curatore delle Vie. Fu poi fortificato di novi barbacani dai Consoli M. Lollio, e Q. Lepido sotto l’Imperio d’Augusto, come dimostro nel Tomo IV dalla Tavola XVI alla XX.

Orche abbiamo terminato il giro fra l’odierno circuito delle mura urbane, ed il Circondario anteriore ad Aureliano, notato co’punti, e indicato colla lett. A; proseguiremo le perquisizioni de’Monumenti antichi entrando per la Porta Carmentale, colla consecutiva scorta de’ numeri.

163. Picciolo avanzo di case plebee vicino la ripa del Tevere.

164. Casa di Niccolò di Lorenzo, chiamato volgarmente Cola di Rienzo, fabbricata nel Secolo XIV con gentilissime spoglie di edifizj antichi, e dimostrata nella Tavola XXI di questo Torno alla figura I. Ella, per la bizzaria della sua costruzione, e per l’unione bene accordata delle dette Spoglie, fu la maraviglia de’suoi tempi come accennano le seguenti iscrizioni. Da lei presero motivo gli Architetti del Secolo XVI di concepir nuove idee ne’soprornati delle colonne, ed è visitata dagli Studiosi per una plausibile curiosità: lo che mi ha mosso ad annoverarla fralle antichità, e a ritrarne il prospetto. Nella cornice rovesciata della di lei porta, contrassegnata nella detta figura colla lett. A si legge la sottoposta iscrizione

 
+ NON FVIT IGNARVS CVJVS DOMVS HEC NICOLAVS. QD NIL MOMENTI SIBI MVNDI GLORIA SENTIT
N. T. S. C. L. T. F. G. T. S. VERVM QD FECIT HANG NON TAM VANA COEGIT GLA QVAM ROME VETEREM RENOVARE DECOREM. IN DOMIBVS PVLCRIS MEMORES ESTOTE SEPVLCRIS. CONFISIQVE TIV NON IBI STARE DIV MORS VEHIT PENNIS NVLLI SVA VITA PERENNIS MANSIO NOSTRA BREVIS CVRSVS ET IPSE LEVIS. SI FVGIAS VENTVS SI CLAVDAS OSTIA C. LIS GOR MILLE JVBES N. SINE MORTE CVRES SI MANEAS CASTRIS EE ME VICIN. ET ASTRIS. OCIVS INDE SOLET TOLLERE QVOSQVOLIBET. SVRGIT IN ASTRA DOMVS SVBLIMIS CVLMINA CVJVS PRIM. DE PRIMIS MAGNAS NICOLAVS AB IMIS EREXIT PATRV DEC. OB RENOVARE SVOR. STAT PATRIS CRESCENS MATRISQ. THEODORA NOM. HOC CVLMEN CLARV CARO PIGNORE GESTA DAVIDI
TRIBVIT QVI PATER EXIHBVIT

Nell’architrave curvo di una delle finestre, contrassegnato nella medesima figura colla lett. B, si legge

ADSV . ROAIANIS GRANDIS HONOR POPVLIS

165. Tempio della Fortuna Virile il quale essendo arso, fu dagli Antichi, per supplire alla deformità causatagli dall’incendio, ricoperto di stucco, come si dimostra nel