Pagina:Le mille ed una notti, 1852, VII-VIII.djvu/478

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cento danari. Poi torna a casa, e non parlare con chicchessia di ciò che sarà accaduto.» Fece Giuder quanto gli avea comandato il Mogrebino: lo gettò nel lago, e poco dopo vide comparire sull’acqua un piede. Senza perder tempo, salì sulla mula, e recatosi al bezestin, gli fu indicata la bottega del giudeo Schemsa, il quale, non appena vide la mula, sclamò : — È morto! — Sì, è morto,» rispose Giuder. — Fu la di lui avarìzia che pose fine alla sua vita,» ripigliò l’Ebreo. «Ecco cento pezze d’oro, andatevene, e mantenete il più rigoroso segreto su ciò che vedeste. —

«Affrettossi Giuder a pagare quanto doveva al fornaio, e saldò parimente i debiti dei fratelli, dando loro inoltre danaro, in modo che in poco tempo si vide povero quanto prima. Per non più gettare le reti invano, recossi subito, il primo giorno in cui riprese il lavoro, al mare di Karun. D’improvviso, scoperse un altro Mogrebino, salito sur una mula ancor più riccamente bardata di quella del primo, e che portava una valigia ancor più preziosa. Avendo il pescatore salutato colui, gli domandò se non avesse poco tempo prima veduto un altro Mogrebino vestito come lui, e che seguiva la medesima strada. Giuder, il quale temeva di essere costretto a restituire ciò che avea ricevuto, affermò di non averne veduto nessuno. — Come!» gridò l’altro;«non so io che tu gli legasti le braccia, e che dopo averlo gettato nel lago, ti recasti dal giudeo Schemsa, al quale vendesti per cento pezze d’oro la mula? — Ebbene,» riprese Giuder, «poichè lo sapevate, era inutile domandarmelo. — Tutto ciò che esigo da voi,» ripigliò il Mogrebino, «è che mi rendiate esattamente il medesimo servigio ed alle stesse condizioni.» Acconsentì Giuder volontieri, gli legò le braccia, e gettatolo nel lago, allorchè vide comparire sulla super-