Pagina:Le mille ed una notti, 1852, III-IV.djvu/30

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rivi di lagrime con lui. — Signore,» gli disse, ricoprendogli le spalle, «vi domando mille perdoni della crudeltà colla quale vi ho finora trattato, e di cui vi feci anche adesso sentire gli effetti. Fin qui non ho potuto disobbedire ad un padre ingiustamente animato contro di voi ed accanito alla vostra perdita; ma infine detesto ed abborro tanta barbarie. Consolatevi: i vostri mali sono finiti, ed ormai cercherò di riparare a tutte le mie colpe, delle quali ben conosco l’enormità, trattandovi in miglior guisa. Voi mi avete sino ad oggi ritenuta come un’infedele; riguardatemi presentemente come una musulmana. Ebbi già alcune istruzioni da una schiava della vostra religione, la quale mi serve; spero che voi vorrete finire ciò ch’essa ha cominciato. Per dimostrare la mia buona intenzione, domando perdono al vero Dio di tutte le mie colpe pei mali trattamenti che v’ho usati, e spero ch’egli mi farà trovare il modo di mettervi in piena libertà. —

«Quel discorso fu di grande consolazione ad Assad; fece atti di ringraziamento a Dio perchè avesse toccato il cuore a Bostana; e ringraziatala de’ buoni sentimenti che nutriva per lui, non dimenticò nulla per confermarvela, terminando non solo d’istruirla nella religione musulmana, ma facendole eziandio il racconto della sua vita e di tutte le sue disgrazie, malgrado l’alta condizione della propria nascita. Quando fu intieramente rassicurato della di lei fermezza nella buona risoluzione presa, le domandò come farebbe per impedire che la sorella Cavama non ne venisse in cognizione, e non capitasse anch’ella a sua volta per maltrattarlo. — Ciò non vi dia pensiero,» rispose Bostana, «saprò fare in modo che non si curi di vedervi. —

«In fatti, Bostana seppe sempre prevenire Cava-